“Abbiamo il backup, il ransomware non ci fa paura.” Il caso di Manno dimostra che è vero solo a metà. Il backup ha fatto il suo lavoro alla perfezione. Eppure, tre mesi dopo, i dati sono comparsi su un sito di estorsori.
Cosa è successo al Comune di Manno?
A inizio agosto 2026 una parte dei server del Comune è stata colpita da un ransomware, un programma che blocca i dati cifrandoli. Secondo quanto riportato dalla rivista svizzera inside-it, il Comune ha isolato subito il server colpito e, grazie ai backup, ha ripristinato dati e attività in poche ore. Ha poi sporto denuncia e ha invitato i residenti alla prudenza.
Il Comune spiega che i dati sui server colpiti sono stati cifrati, che grazie ai backup esistenti dati e attività sono stati ripristinati in poche ore e che i residenti sono stati invitati a diffidare di lettere ed email inattese con richieste urgenti di pagamento o di dati.
Il gruppo criminale Safepay ha rivendicato l’attacco sul suo sito e ha sostenuto di aver anche copiato dei dati, minacciando di pubblicarli. Il 27 ottobre inside-it ha riferito che Safepay ha pubblicato dati di un comune ticinese, Manno, e di un impianto di depurazione bernese, con informazioni definite molto sensibili. Quali dati siano, la fonte non lo precisa.
inside-it, infrastrutture critiche svizzere attaccate (in tedesco)Se il backup ha funzionato, perché i dati sono finiti in rete?
Perché il backup protegge da una cosa sola: la perdita dei dati. Non dal loro furto. Oggi quasi tutti i gruppi di ransomware fanno due cose:
- copiano i dati e li portano via;
- cifrano quelli che restano, per bloccare il lavoro.
Poi chiedono due volte: paga per riavere i dati bloccati, e paga perché non pubblichiamo quelli che abbiamo copiato. Si chiama doppia estorsione. Il backup risponde alla prima richiesta, e Manno ha potuto ignorarla. Alla seconda il backup non può rispondere: una copia rubata resta rubata.
Cosa protegge dal furto dei dati?
Rendere difficile entrare, e ridurre quello che c’è da rubare. Per un piccolo ente o una PMI le misure che contano di più sono semplici da dire:
- aggiornamenti di server, programmi e dispositivi esposti a Internet, installati in giorni e non in mesi;
- verifica in due passaggi su tutti gli accessi da fuori: posta, accesso remoto, pannelli;
- meno dati possibile: cancellare ciò che non serve più, perché un dato che non c’è non si ruba;
- dati sensibili cifrati anche dentro la rete, così una copia rubata è illeggibile;
- sapere cosa c’è e dove, per poter dire subito ai cittadini o ai clienti cosa rischiano.
Abito a Manno: cosa faccio?
Non devi fare niente di complicato, ma per qualche mese sii più diffidente del solito. Con dati veri in mano, i truffatori possono scriverti o telefonarti fingendosi il Comune, una banca o un ufficio.
- Diffida di lettere, email, SMS e telefonate inattese che chiedono pagamenti urgenti o dati personali e bancari, anche se citano dati veri.
- Verifica ogni richiesta chiamando il Comune al numero che già conosci o che trovi sul sito ufficiale, non a quello indicato nel messaggio. È la raccomandazione dello stesso Comune.
- Non pagare niente partendo da un messaggio, e segnala i tentativi all’UFCS.
Il Metodo 3V applicato a una richiesta «del Comune»
| Fase | Cosa fai |
|---|---|
| Verifica: chi mi scrive davvero? | Un dato vero (nome, indirizzo, pratica) non prova che sia il Comune |
| Validazione: me lo conferma il Comune? | Chiama tu lo sportello al numero ufficiale |
| Velocità controllata: c’è fretta? | Un ente pubblico non ti chiede di pagare entro un’ora |
Domande frequenti
Cosa è successo al Comune di Manno?
A inizio agosto 2026 una parte dei server è stata colpita da un ransomware. Grazie ai backup il Comune è ripartito in poche ore. Il gruppo Safepay ha rivendicato l'attacco e, secondo inside-it, a fine ottobre ha pubblicato dati del Comune. Quali dati siano non è stato precisato.
Se ho il backup sono protetto dal ransomware?
Sei protetto dalla perdita dei dati: puoi ripartire senza pagare. Non sei protetto dal furto: oggi i criminali copiano i dati prima di cifrarli e minacciano di pubblicarli. Contro il furto servono aggiornamenti, verifica in due passaggi e meno dati sensibili conservati.
Abito a Manno: devo cambiare le password?
Non ci sono indicazioni che siano state rubate password dei cittadini. Il rischio principale sono truffe che usano dati veri. Diffida di lettere, email e telefonate inattese che chiedono soldi o dati, e verifica chiamando il Comune al numero ufficiale.
Che cos'è la doppia estorsione?
È quando i criminali prima copiano i dati e poi li cifrano, e chiedono un riscatto due volte: per sbloccarli e per non pubblicarli. Il backup risolve il primo ricatto, non il secondo. Per questo i dati sensibili vanno protetti anche dal furto, non solo dalla perdita.
Manno ha fatto la cosa più importante: aveva un backup e l’ha usato. La lezione è il passo successivo, e vale per ogni comune, studio e PMI: chiederti oggi quali dati sensibili tieni, e se servono davvero. Quelli che non hai non possono finire in rete.