Il primo pensiero, davanti a questa notizia, è: «Io ho un bar, mica un supermercato. A chi interessa il mio frigo?». La mezza verità che manca è che nessuno ha scelto i supermercati per nome. Chi attacca cerca impianti raggiungibili da Internet e lasciati aperti, e un banco frigo di una macelleria risponde alla porta come quello di una grande catena.

Cosa è successo ai frigoriferi dei supermercati?

Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2026 qualcuno ha preso il controllo a distanza delle centraline dei frigoriferi in centinaia di supermercati francesi e ha fatto salire la temperatura per ore. La centralina è il piccolo computer che regola tutti i banchi frigo e i congelatori di un negozio. Gli impianti sono stati messi in sbrinamento, la fase in cui il frigo si scalda per sciogliere il ghiaccio, e secondo il capo del gruppo Intermarché gli impianti sono stati portati «fino a 50 gradi»; non è chiaro se fosse la temperatura impostata o quella raggiunta.

Il numero dei negozi cambia secondo la fonte: franceinfo conta oltre 300 Intermarché e Netto, meno di cento negozi Système U, 80 Carrefour, una trentina di Monoprix e alcuni Leclerc, cifre confermate dai distributori all’AFP; le stime delle altre testate vanno da circa 150 (SRF) a circa 700 (20 Minuten, Irish Times). La merce colpita è stata buttata, con perdite da decine a centinaia di migliaia di euro per negozio. Intermarché ha detto che le assicurazioni non coprono questo tipo di danno. La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta.

franceinfo, cosa si sa dell'attacco ai frigoriferi dei supermercati (in francese) 20 Minuten, Francia: hacker manomettono i frigoriferi dei supermercati (in tedesco) VRT NWS, la procura federale apre un'indagine dopo l'attacco ai frigoriferi (in olandese) SRF, nuovi attacchi ai frigoriferi dei supermercati (in tedesco)

Il 2 novembre è arrivata una seconda ondata. In Belgio Delhaize parla di «decine di negozi» e Carrefour di 15, e i responsabili hanno ricevuto un SMS verso le 4 di notte: alcuni negozi hanno salvato parte della merce con camion frigo. Fra i negozi colpiti anche alcuni punti vendita Spar. Secondo Stephan Moelans, capo di Sabcobel, l’azienda belga che installa gli impianti, gli attaccanti hanno acceso a distanza la modalità di sbrinamento, come in Francia, entrando nelle centraline dei negozi, spesso raggiungibili da internet; non è stata attaccata l’azienda. E un aggiornamento del programma non basta: gli impianti vanno modificati e gestiti con un collegamento protetto. La procura federale belga ha aperto un’indagine penale. In Svezia alcuni negozi Ica e almeno sei negozi della Coop svedese (un’azienda diversa dalla Coop svizzera) hanno avuto problemi con frigo e congelatori. In Irlanda la catena SuperValu (non è ancora chiaro se sia lo stesso attacco) ha tolto dalla vendita, per precauzione, i prodotti refrigerati e surgelati in 13 negozi. Colpiti anche Lussemburgo ed Estonia. Nei Paesi Bassi, secondo il produttore Danfoss, almeno 17 aziende: non grandi catene, ma macellerie e piccoli negozi di quartiere, e un deposito di surgelati trovato a -10 gradi invece di -20.

SRF, nuovi attacchi ai frigoriferi dei supermercati (in tedesco) NOS, attaccati anche impianti frigo nei Paesi Bassi, 17 aziende (in olandese) NOS, frigoriferi in tilt in Belgio, Lussemburgo e Svezia (in olandese)

Chi sia stato non si sa. Non ci sono richieste di riscatto né furti di dati, e nessuna autorità ha confermato l’ipotesi di uno Stato dietro gli attacchi.

E Coop in Svizzera?

Una portavoce di Coop ha confermato a 20 Minuten alcuni tentativi di attacco ai sistemi di refrigerazione, nessuno andato a segno. Coop dice di avere «ampie misure di sicurezza, verificate e sviluppate regolarmente», e per ragioni di sicurezza non dice quali impianti usa. Non ci sono notizie di negozi svizzeri con merce rovinata.

20 Minuten, Benedikt Hollenstein, ondata di attacchi ai supermercati europei (in tedesco)

A nostra conoscenza, a oggi non sono riportati casi in Italia. Ma l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) ha già pubblicato il 13 ottobre un bollettino di misure urgenti per supermercati, logistica alimentare, aziende del freddo e manutentori.

ACN, misure urgenti per la distribuzione alimentare e la filiera del freddo

Perché un frigorifero può essere attaccato?

Perché oggi molti impianti frigo hanno un pannello di controllo che si apre da Internet, come un sito, così il frigorista può vedere le temperature e intervenire senza venire in negozio. È comodo. Il problema nasce quando quel pannello resta aperto a chiunque lo trovi, invece di essere raggiungibile solo da chi ha una chiave.

Nei casi di queste settimane tornano tre difetti, tutti scritti dalle fonti:

  1. Il pannello si raggiunge direttamente da Internet. Il CERT-FR, la squadra di emergenza informatica dello Stato francese, scrive che lasciarlo così «va contro le buone pratiche».
  2. Gli aggiornamenti non ci sono. Danfoss spiega che la maggior parte degli apparecchi colpiti in Francia erano modelli vecchi che non ricevono più aggiornamenti di sicurezza, o modelli attuali con il programma interno non aggiornato. In Estonia, dice SRF, è successo lo stesso con un vecchio impianto.
  3. La password è quella di fabbrica. Secondo Danfoss, gli impianti colpiti nei Paesi Bassi non erano su una rete protetta e avevano la password standard. Il 13 ottobre Danfoss aveva consigliato ai clienti olandesi di staccarli da Internet: chi non l’ha fatto, dice l’azienda, «ora ne paga le conseguenze».
NOS, attaccati anche impianti frigo nei Paesi Bassi, 17 aziende (in olandese) Cooling Post, la dichiarazione di Danfoss (in inglese)

Non è un problema di una sola marca. L’allerta del CERT-FR elenca centraline Danfoss (serie AK-SC e AK-SM) e i supervisori xweb di Copeland e Dixell. In Belgio una macelleria ha detto alla NOS che sono stati colpiti i suoi frigoriferi Copeland; Copeland non ha dato una risposta concreta. Come gli attaccanti siano entrati di preciso, le autorità non l’hanno ancora detto.

CERT-FR, allerta sulle centraline di refrigerazione (in francese) NOS, frigoriferi in tilt in Belgio, Lussemburgo e Svezia (in olandese)

Un dettaglio dalla Svezia fa riflettere: secondo Ica, i suoi negozi colpiti erano quelli collegati a Internet per conto loro, fuori dalla rete centrale del gruppo. Cioè i negozi che gestivano il collegamento per conto proprio, come fa di solito una piccola impresa.

Dagligvarunytt, negozi Ica e Coop colpiti (in svedese)

Ho un bar, un ristorante o un negozio: riguarda anche me?

Ti riguarda se il tuo impianto frigo si comanda o si controlla da fuori: un’app sul telefono, un portale del frigorista, un SMS di allarme che arriva da una centralina. Se il tuo frigo è un apparecchio che si attacca alla presa e basta, questo attacco non ti tocca. Se non lo sai, chiedilo: è la prima domanda della tabella.

Sei domande da fare al tuo frigorista o all’installatore, per telefono o quando passa per la manutenzione. Accanto c’è la risposta che dovresti sentire.

DomandaPerchéLa risposta giusta
Il mio impianto si raggiunge da Internet?È la condizione comune ai casi spiegati finora«No» oppure «sì, ma solo nel modo che ti spiego adesso»
Lei come entra da fuori: con una VPN o direttamente?La VPN è un collegamento protetto che si apre solo con una chiave; l’accesso diretto lascia il pannello visibile a tutti«Con una VPN con verifica in due passaggi, o un servizio del produttore con la stessa protezione», mai «basta l’indirizzo e la password»
Chi conosce le password? Quella di fabbrica è stata cambiata?Nei Paesi Bassi gli impianti colpiti avevano la password standard«È cambiata, la conosciamo solo io e lei»
Quando è stato aggiornato l’ultima volta? Il modello riceve ancora aggiornamenti?Molti apparecchi colpiti erano vecchi e senza più aggiornamentiUna data, e un piano per sostituire l’apparecchio se non è più aggiornato
Se la temperatura sale di notte, chi riceve l’allarme? Anche con un SMS che non passa dalla centralina?In Irlanda l’allarme è arrivato dai sistemi di monitoraggio; in Belgio i responsabili hanno ricevuto un SMS verso le 4 di notte e alcuni negozi hanno salvato parte della merce«Lei e io, con un avviso separato», e un numero da chiamare di notte
C’è un termometro indipendente e il registro delle temperature per l’autocontrollo (HACCP)?Se la centralina è manomessa, anche quello che mostra può essere falso«Sì», con un termometro che non dipende dalla centralina

L’ultima riga viene dall’ACN: una temperatura tornata normale non dimostra, da sola, che la merce sia stata conservata bene, perciò serve una misura che non passi dalla centralina.

Due cose da sapere prima di toccare qualcosa. Il CERT-FR consiglia di staccare da Internet gli impianti esposti, ma prima di interrompere l’invio dei dati al frigorista, verifica che l’assicurazione non lo richieda. E staccare non è una cosa da fare da soli con un cavo: chiedilo al frigorista, che sa cosa resta acceso.

Se per te è complicato fare queste domande, girale così come sono a chi ti tiene la contabilità o a un familiare che si occupa del computer del negozio: bastano dieci minuti al telefono con il frigorista.

Un testo pronto per il tuo frigorista

Puoi copiarlo e mandarlo dal tuo indirizzo o per messaggio:

Buongiorno, ho letto degli attacchi ai frigoriferi dei supermercati in Francia e in altri Paesi. Per il mio impianto le chiedo: si raggiunge da Internet? Se sì, lei come entra, con una VPN? La password di fabbrica è stata cambiata e chi la conosce? Quando è stato aggiornato e se il modello riceve ancora aggiornamenti? Chi riceve l’allarme se di notte la temperatura sale? Mi dica anche se conviene intervenire e quanto costa. Grazie, [nome, negozio, numero].

La temperatura è salita: cosa faccio?

Prima la merce, poi l’impianto, poi la segnalazione.

  1. Controlla con un termometro tuo, non solo con il display della centralina, e annota ora e temperatura sul registro di autocontrollo.
  2. Non vendere la merce finché non sai se è sicura. L’ACN lo dice chiaramente: una temperatura tornata normale non dimostra, da sola, che la merce sia stata conservata bene. La decisione segue il tuo piano di autocontrollo (HACCP); se hai dubbi, in Ticino chiedi al Laboratorio cantonale, in Italia al servizio di igiene degli alimenti della tua ASL.
  3. Chiama il frigorista e chiedigli di staccare l’impianto da Internet e di controllare le impostazioni prima di rimetterlo in funzione. Secondo il CERT-FR, su un apparecchio che non riceve più aggiornamenti il solo ripristino di fabbrica non basta: va tolto da Internet, altrimenti verrà quasi certamente compromesso di nuovo. L’ACN aggiunge di pianificare riavvii e ripristini con il produttore o il manutentore, conservando gli elementi utili all’analisi. Fai foto del display e conserva le registrazioni: servono per l’assicurazione e per la denuncia.
  4. Segnala, come spiegato più sotto.

E chi fa la spesa?

Per quello che dicono le fonti, nei negozi colpiti la merce scaldata è stata tolta dalla vendita e buttata. SuperValu in Irlanda ha detto che i prodotti in vendita sono stati conservati a temperatura sicura. Non ci sono notizie di cibo avariato venduto. Quello che puoi notare sono banchi frigo vuoti per qualche giorno nei negozi colpiti, e in generale vale la regola di sempre: se un surgelato è molle o coperto di brina, segnalalo al negozio.

The Irish Times, SuperValu toglie freschi e surgelati in 13 negozi (in inglese)

Dove si segnala?

In Svizzera all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS), con il modulo online su report.ncsc.admin.ch: si sceglie il tipo di problema e si descrive cosa è successo, senza bisogno di termini tecnici. Per una denuncia, alla polizia cantonale.

In Italia le imprese segnalano accessi strani o impostazioni cambiate al CSIRT Italia, la squadra di emergenza dell’ACN, su csirt.gov.it/segnalazione, come chiede il bollettino del 13 ottobre. Per la denuncia ci si rivolge a un ufficio della Polizia Postale o a qualsiasi presidio di polizia; online, su commissariatodips.it, si può fare una segnalazione.

In Germania l’ufficio federale per la sicurezza informatica (BSI) ha dato il 13 ottobre gli stessi consigli ai gestori di piccoli impianti «per esempio per raffreddare alimenti»: niente accesso diretto da Internet, VPN con verifica in più passaggi, aggiornamenti. È il segno che il problema non riguarda solo i grandi.

BSI, mettere in sicurezza i sistemi di comando collegati in rete (in tedesco)

Domande frequenti

Il frigorifero di casa può essere hackerato come quelli dei supermercati?

Gli attacchi di ottobre e novembre 2026 hanno colpito centraline professionali di negozi e magazzini, non frigoriferi di casa. Se il tuo frigo ha un'app, valgono le regole di ogni apparecchio connesso: cambia la password di fabbrica, installa gli aggiornamenti e, se non usi le funzioni online, non collegarlo.

Come faccio a sapere se il mio banco frigo è collegato a Internet?

Se ricevi allarmi o vedi le temperature sul telefono, o se il frigorista interviene senza venire in negozio, quasi certamente sì. Se non lo sai, chiedilo al frigorista: è la prima domanda della tabella. Non serve essere tecnici per farla.

L'assicurazione copre la merce persa per un attacco informatico?

Dipende dal contratto. In Francia Intermarché ha detto che le assicurazioni non coprono questo tipo di danno. Chiedi al tuo assicuratore se la polizza sulla merce copre anche un guasto provocato da un attacco, e quali condizioni pone sul collegamento dell'impianto al manutentore.

Ho un impianto vecchio che non riceve più aggiornamenti: devo cambiarlo?

Non per forza subito, ma non deve restare raggiungibile da Internet. Il CERT-FR avverte che un apparecchio senza aggiornamenti ed esposto ha un rischio molto alto di essere colpito di nuovo. Chiedi al frigorista di toglierlo da Internet ora e un preventivo per sostituirlo.

Se il frigo è il cuore del tuo negozio, la telefonata al frigorista vale più di qualsiasi altra cosa questa settimana: gli attacchi sono ripresi il 2 novembre, e il CERT-FR scrive che le campagne sono probabilmente ancora attive. La stessa logica vale per gli altri impianti comandati a distanza: l’ho spiegata per le case domotiche in cosa chiedere al tuo installatore dopo l’attacco a Loxone, e per le password lasciate di fabbrica in account dimenticati e password predefinite.