“È solo il solito controllo anti-robot, faccio quello che dice e vado avanti.” È il pensiero che ci viene quando un sito ci fa aspettare. È anche il pensiero su cui conta chi ha preparato questa trappola.
Cosa vedi sullo schermo?
Una finestra che sembra il controllo “Verifica di essere umano” di Cloudflare, ma che invece di un clic ti chiede di usare la tastiera. Cloudflare è un’azienda che protegge molti siti, e il suo riquadro di controllo lo abbiamo visto tutti. Microsoft ha documentato pagine ClickFix che imitano proprio quel riquadro, o il reCAPTCHA di Google.
Intanto la pagina ha già copiato di nascosto un comando negli appunti (la memoria del “copia e incolla”). Le istruzioni ti dicono di premere una combinazione di tasti che apre la finestra Esegui di Windows, o il Terminale, e di incollarlo lì.
L’UFCS osserva un aumento delle segnalazioni. I truffatori manipolano siti web legittimi ma poco protetti, o usano pubblicità che portano a pagine compromesse. La finestra segnala un aggiornamento fallito del browser, un errore o, più spesso, un presunto CAPTCHA da risolvere. Aprendo il sito, il comando dannoso è già stato copiato negli appunti.
Perché è pericoloso incollare quel comando?
Perché sei tu a installare il programma dei criminali, e il computer si fida di te. La finestra Esegui serve a lanciare programmi. Incollandoci quel testo scarichi e installi di solito un “infostealer”, cioè un programma fatto apposta per rubare dati: le password salvate nel browser, i portafogli di criptovalute e le “sessioni” aperte, che permettono di entrare nella tua posta o nei sistemi aziendali anche senza password.
L’UFCS spiega anche perché l’antivirus spesso tace: lo scaricamento non lo avvia un sito, lo avvii tu, con i tuoi permessi. In azienda può essere il primo passo verso un attacco ransomware.
Succede anche in Svizzera e in Italia?
Sì, e i criminali adattano la trappola al paese. Nel rapporto semestrale pubblicato a marzo 2026, l’UFCS descrive una variante pensata per la Svizzera: false fatture via email a nome di una società di recupero crediti svizzera, con un allegato che “non riesce a mostrare il PDF” e chiede di premere Win+R e poi Ctrl+V. Stesso trucco, un altro travestimento.
Il metodo ClickFix continua a essere ampiamente utilizzato: gli aggressori agiscono in modo opportunistico, cercando di infettare il maggior numero possibile di dispositivi, ma in alcuni casi adattano i messaggi per essere più credibili con le vittime svizzere.
Per chi legge dall’Italia vale lo stesso: basta tradurre le istruzioni. La tecnica non è nuova. Microsoft la descrive come un inganno che sfrutta la nostra abitudine a risolvere piccoli intoppi, come i controlli anti-robot, facendoci incollare comandi nella finestra Esegui, nel Terminale o in PowerShell (due programmi per dare ordini scritti al computer).
Microsoft ha osservato diversi gruppi criminali che vendono nei forum di hacker i “kit” per costruire pagine ClickFix, dalla fine del 2024. Alcune pagine imitano il controllo di Cloudflare o il reCAPTCHA di Google.
Chi usa un Mac non è escluso. Lì la trappola si traveste da consiglio per “liberare spazio sul disco” e chiede di incollare una riga nel Terminale (l’app dei comandi del Mac).
Finte pagine di blog invitano a “risolvere” un problema del Mac incollando un comando nel Terminale, che installa un programma ruba-dati.
Ho già incollato il comando: cosa faccio?
Stacca il computer da internet e agisci subito da un altro dispositivo.
- Scollega il Wi-Fi o il cavo del computer usato.
- Da un altro dispositivo (il telefono va bene) cambia le password importanti, partendo dall’email, e attiva la verifica in due passaggi.
- Se hai criptovalute, spostale su un portafoglio nuovo creato da un dispositivo pulito.
- Fai controllare il computer da un tecnico, o reinstallalo.
- Segnala: in Svizzera all’UFCS (report.ncsc.admin.ch), in Italia alla Polizia Postale (commissariatodips.it). Se mancano soldi, chiama la banca.
Il Metodo 3V applicato alla finta verifica
Tre domande, dieci secondi, e la trappola si vede. È il Metodo 3V del libro «Sicurezza informatica per professionisti», spiegato nella guida al social engineering.
| Domanda | Nel caso ClickFix |
|---|---|
| Verifica: chi mi chiede questa cosa è davvero chi dice di essere? | Il riquadro imita Cloudflare, ma è stato inserito dai criminali in un sito violato. Il logo non prova niente. |
| Validazione: anche se fosse lui, la richiesta ha senso? | Un controllo anti-robot che ti fa aprire Esegui o il Terminale e incollare testo non ha senso: quelli veri usano il mouse. Lo stesso vale per una fattura che «si apre» solo con Win+R. |
| Velocità controllata: chi mi sta mettendo fretta, e perché? | La rotellina, il pulsante che aspetta, la fattura «da pagare» ti spingono a eseguire senza pensare. Chiudere la pagina non costa niente. |
Domande frequenti
Domande frequenti
Cloudflare mi chiede di premere Win+R: è normale?
No. Il controllo vero di Cloudflare si risolve con un clic o in automatico. Una pagina che ti chiede di premere Win+R, aprire il Terminale o incollare qualcosa è una trappola, anche se compare su un sito che conosci e di cui ti fidi.
Il sito era affidabile: com'è possibile?
L'UFCS spiega che i truffatori manipolano siti veri ma poco protetti e vi inseriscono la finta verifica. Il proprietario spesso non se ne accorge. Il nome del sito quindi non basta: conta cosa ti chiede di fare.
Uso un Mac: sono al sicuro?
No. Microsoft ha documentato nel 2026 campagne ClickFix rivolte ai Mac, dove finte pagine di aiuto chiedono di aprire il Terminale e incollare una riga. La regola è la stessa: non incollare mai comandi suggeriti da un sito.
Ho solo letto la pagina senza incollare nulla: rischio?
In questo tipo di truffa il danno parte quando incolli ed esegui il comando. Se hai chiuso la pagina senza farlo, svuota comunque gli appunti copiando un testo qualsiasi, così non lo incolli per sbaglio più tardi.
Per allenare l’occhio parti dalla guida al phishing; per controllare un link prima di aprirlo usa le risorse gratuite, come sito-ok.com. Decidere adesso la regola costa meno che scoprirla dopo.