“È arrivata per PEC, quindi è ufficiale.” È la frase su cui conta questa truffa. La PEC garantisce che il messaggio è partito da quella casella e quando. Non dice niente su chi la stava usando, né se quello che c’è scritto è vero.
Cosa sta succedendo?
Truffatori usano caselle PEC di altre persone o aziende, rubate, per spedire false multe a nome di PagoPA. Il CERT-AgID, la squadra che in Italia segue le minacce informatiche per la pubblica amministrazione, ha descritto il 27 ottobre una campagna con queste caratteristiche:
- il messaggio sembra un verbale per una violazione del Codice della Strada, scritto in modo molto formale e pieno di riferimenti di legge;
- chiede 198 euro entro una scadenza vicina, che diventano 268 in caso di ritardo;
- un pulsante «accedi al portale» porta a un sito estero che copia loghi e colori di PagoPA;
- il sito chiede nome, codice fiscale, data di nascita, email e telefono, e poi può portare a pagine che chiedono la carta e i codici di verifica della banca.
Il CERT-AgID ricorda che la provenienza di un messaggio da una casella PEC non garantisce la legittimità del contenuto, e conta 1’874 campagne a tema multe che sfruttano PagoPA e SEND dall’aprile 2025.
Le multe sono state il tema più usato dai truffatori in Italia in quella settimana: 25 campagne in sette giorni. Lo stesso 27 ottobre il CERT-AgID ha segnalato anche un sito che imitava lo Sportello Digitale dell’ACI per «sanzioni da regolarizzare».
L'Adige, multe da regolarizzare ma è una truffaPerché la PEC non è una garanzia?
Perché la PEC certifica la spedizione, non l’onestà di chi spedisce. È come una raccomandata: sai chi l’ha spedita e quando, ma se qualcuno ha rubato la carta intestata di un’azienda, la raccomandata arriva lo stesso. Quando una casella PEC viene violata, i truffatori la usano per mandare centinaia di messaggi che arrivano con tutte le «garanzie» della PEC.
In questa campagna i messaggi avevano in copia circa 340 indirizzi PEC. Una multa vera è personale: non arriva insieme ad altre centinaia di destinatari.
Come verifico se una multa è vera?
Non usare mai i link del messaggio: cerca tu la multa dove la troveresti comunque.
- Guarda chi la emette: una multa vera è di un comando di polizia locale, di un comune o di una prefettura precisi, non genericamente «di PagoPA». PagoPA è solo il sistema per pagare, non chi fa le multe.
- Cerca l’ente su un motore di ricerca, apri il suo sito ufficiale e chiama l’ufficio verbali al numero indicato lì.
- Se hai l’app IO, controlla lì gli avvisi di pagamento e le notifiche ufficiali.
- Non pagare mai da un link arrivato per email, PEC o SMS, nemmeno se l’importo è piccolo.
Ho già inserito i dati o pagato: cosa faccio?
- Chiama subito la banca al numero sul retro della carta e falla bloccare. Se hai dato un codice di verifica, dillo: significa che potrebbero aver autorizzato pagamenti a tuo nome.
- Controlla i movimenti degli ultimi giorni e contesta quelli che non riconosci.
- Se hai dato il codice fiscale, aspettati altri messaggi mirati: diffida per qualche mese di richieste che lo citano.
- Segnala alla Polizia Postale; dalla Svizzera anche all’UFCS.
Il Metodo 3V applicato alla multa per PEC
| Fase | Cosa fai |
|---|---|
| Verifica: chi l’ha emessa davvero? | Un ente preciso, non «PagoPA». Una PEC qualunque non è la polizia locale |
| Validazione: me lo conferma l’ente? | Apri tu il sito dell’ente o l’app IO e chiama l’ufficio verbali |
| Velocità controllata: c’è fretta? | Un aumento da 198 a 268 euro «se non paghi subito» è la leva della truffa |
Domande frequenti
Mi è arrivata una multa PagoPA per PEC: è vera?
Probabilmente no, se chiede di pagare da un link. A fine ottobre 2026 il CERT-AgID ha segnalato false multe PagoPA spedite da caselle PEC rubate, con un importo di 198 euro. PagoPA è il sistema di pagamento, non chi emette le multe: verifica sul sito dell'ente indicato.
Una PEC non è sempre affidabile?
La PEC certifica da quale casella è partito il messaggio e quando, non che il contenuto sia vero. Se una casella PEC viene rubata, i truffatori la usano per spedire messaggi falsi con tutte le garanzie della PEC. Il CERT-AgID lo ricorda esplicitamente.
Come faccio a sapere se ho davvero una multa?
Cerca tu il sito dell'ente che l'avrebbe emessa, come la polizia locale del comune, e chiama l'ufficio verbali. Se hai l'app IO, controlla lì gli avvisi. Non usare mai i link o i numeri presenti nel messaggio che hai ricevuto.
Ho inserito i dati della carta nel sito della multa: cosa faccio?
Chiama subito la banca al numero sul retro della carta e falla bloccare. Se hai inserito anche un codice di verifica, dillo alla banca. Controlla i movimenti e segnala alla Polizia Postale, o all'UFCS se vivi in Svizzera.
Le false multe tornano ogni settimana con un importo e un logo diversi. Decidi oggi la tua regola, una volta per tutte: nessuna multa si paga da un link. Poi dillo a chi in famiglia guida, soprattutto se va spesso in Italia.