“Mio figlio non farebbe mai una cosa del genere.” E forse è vero. Ma nei casi che conosciamo gli autori erano ragazzi normali, compagni di classe, e molti non avevano capito di commettere un reato. Parlarne prima è la difesa più efficace, per chi rischia di subirlo e per chi rischia di farlo.

Cosa è successo davvero, in Italia e in Svizzera?

In Italia e in Svizzera ci sono già casi di nudi falsi creati con l’IA fra ragazzi della stessa scuola, e uno con un adulto che lavorava con loro.

Ad Acri, in provincia di Cosenza, nel febbraio 2025 la procura ha aperto un’indagine dopo le denunce delle famiglie. Secondo le prime ricostruzioni, circa 1200 foto di oltre 200 ragazze e ragazzi erano state trasformate in nudi e diffuse in rete da altri minorenni, compagni di scuola. Se n’è accorto per caso il genitore di una delle vittime.

ANSA, minori vittime di deepfake sessuali in rete, indagini nel Cosentino

In una scuola media della Svizzera tedesca, ragazzi di 12-14 anni hanno usato un sito gratuito, che non chiedeva nemmeno l’età, per creare nudi falsi di alcune compagne, poi condivisi sui social. La procura minorile del cantone ha aperto un procedimento. La notizia è uscita nel febbraio 2026; il nome della scuola non è stato reso pubblico per proteggere le ragazze.

SRF, nudi creati con l'IA in una scuola svizzera (in tedesco)

A Briga, in Vallese, un ex collaboratore del convitto di un collegio aveva creato nudi falsi di un’allieva di 14 anni partendo dalle sue foto al mare, pubblicate su un profilo Instagram aperto. Nel maggio 2026 il tribunale di primo grado gli ha vietato a vita di lavorare con minorenni e lo ha condannato a una pena pecuniaria. La sentenza non è definitiva: l’uomo ha fatto ricorso.

20 Minuten, il caso del collegio di Briga (in tedesco)

Mio figlio ha fatto un nudo falso di una compagna: cosa rischia?

In Svizzera rischia un procedimento penale davanti alla procura minorile, perché un’immagine sessuale di un minorenne è pedopornografia anche se è falsa. La rivista dei docenti svizzeri lo scrive senza giri di parole: vale anche per le immagini generate con l’IA, per quanto «vere» sembrino, e in Svizzera si risponde penalmente dai 10 anni. Anche inoltrare un’immagine del genere è un reato, non solo crearla.

Protezione dell'infanzia Svizzera, cosa dice la legge per bambini e ragazzi (in tedesco) Bildung Schweiz, nudi falsi: cosa può fare la scuola (in tedesco)

In Italia dal 10 ottobre 2025 la legge sull’intelligenza artificiale (legge 132 del 2025) punisce con il carcere da uno a cinque anni chi diffonde senza consenso immagini o video falsificati con l’IA che sembrano veri e danneggiano una persona. Di regola serve la querela della vittima, ma si procede d’ufficio, fra l’altro, se la vittima è una persona incapace per età o per infermità.

Gazzetta Ufficiale, legge 23 settembre 2025 n. 132 sull'intelligenza artificiale

Se la persona ritratta è minorenne, il codice penale già dal 2006 punisce come pornografia virtuale anche le immagini «costruite» partendo dalla foto di un minore: anche solo tenerle sul telefono è un reato.

Codice penale italiano, pornografia virtuale (introdotta dalla legge 6 febbraio 2006 n. 38), testo su Brocardi.it

In Italia si risponde penalmente dai 14 anni, se il giudice ritiene il ragazzo capace di capire cosa ha fatto; sotto, il caso resta comunque un problema serio per la famiglia e per la scuola. Ad Acri la procura ha iniziato indagando per diffamazione online: le norme per intervenire non mancano.

Cosa stanno facendo il Garante, l’Europa e il Ticino?

Le regole si stanno stringendo su tre fronti: le app, le piattaforme e chi diffonde.

  • In Italia, il 3 ottobre 2025, il Garante privacy ha reso noto di aver vietato d’urgenza a un’app che «spoglia» le persone di trattare i dati degli utenti italiani, e ha avviato un’indagine su tutte le app di questo tipo.
Garante privacy, comunicato stampa sulle app di deep nude
  • Nell’Unione europea saranno vietati dal 2 dicembre 2026 i sistemi di IA che creano immagini intime di persone riconoscibili senza il loro consenso, e quelli che producono materiale pedopornografico.
Parlamento europeo, scheda del regolamento (UE) 2026/1744 (in inglese)
  • In Ticino, il 27 ottobre 2026, un’iniziativa cantonale presentata da Roberta Passardi e da oltre una dozzina di deputati chiede a Berna di rendere i deepfake sessuali espressamente punibili anche quando l’immagine è interamente inventata, e di obbligare le grandi piattaforme a toglierli entro tempi certi, con una procedura rapida e gratuita per le vittime.
Ticino Politica, deepfake sessuali: il Ticino chiede al Parlamento federale norme più incisive

È successo a mia figlia o a mio figlio: cosa faccio?

Prima di tutto, dì a tuo figlio che non è colpa sua e che non è nei guai. Chi subisce un nudo falso prova vergogna e tende a nascondersi: se teme una punizione o il sequestro del telefono, la prossima volta non te lo dirà.

  1. Non inoltrare l’immagine a nessuno, nemmeno a un altro genitore o a un insegnante «per fargliela vedere». Inoltrarla è un reato anche con le migliori intenzioni.
  2. Non salvare, non fotografare e non fare schermate dell’immagine, nemmeno della chat in cui compare: anche una copia fatta «come prova» è possesso di pedopornografia. Annota invece su un foglio dove l’hai vista (nome del gruppo o del profilo, link, data e ora, chi l’ha mandata). Non cancellare chat e account e porta il telefono alla polizia così com’è: le prove le raccoglie lei.
Prevenzione Svizzera della Criminalità, ho trovato pedopornografia in internet: cosa faccio? (in tedesco) Beobachter, nudi creati con l'IA nella chat di classe: cosa devono sapere i genitori (in tedesco)
  1. Avvisa la scuola: la direzione deve sapere, perché altri ragazzi possono essere coinvolti.
  2. Denuncia: in Svizzera alla polizia cantonale (in Ticino la Polizia cantonale, il 117 se è urgente), in Italia alla Polizia Postale o ai Carabinieri. In Svizzera la pedopornografia si persegue d’ufficio: non devi decidere tu se denunciare, basta che la polizia lo sappia. Per le segnalazioni online: in Svizzera clickandstop.ch, il servizio contro la violenza sessuale digitale sui minori, e il modulo dell’UFCS report.ncsc.admin.ch; in Italia il sito della Polizia Postale.
  3. Chiedi la rimozione alla piattaforma (Instagram, Snapchat, TikTok, WhatsApp hanno tutti un tasto «segnala»). Se non sai come fare, chiedi alla polizia o alla linea d’aiuto.
  4. Fatti aiutare, anche tu. In Svizzera tuo figlio può chiamare gratis il 147 di Pro Juventute (anche su WhatsApp), 24 ore su 24; tu puoi chiamare la Consulenza per genitori di Pro Juventute, 058 261 61 61, sempre attiva. In Ticino i consultori per l’aiuto alle vittime di reati (Servizio LAV del Cantone) offrono una consulenza gratuita e riservata, anche senza denuncia; il 142, il numero gratuito dell’aiuto alle vittime, risponde 24 ore su 24. In Italia il 114 Emergenza Infanzia o il 1.96.96 di Telefono Azzurro, attivo 24 ore su 24.
Pro Juventute, 147: consulenza per bambini e giovani Pro Juventute, Consulenza per genitori Repubblica e Cantone Ticino, Servizio per l'aiuto alle vittime di reati (LAV): consulenza

E se è stato mio figlio?

Non coprirlo e non sminuire: aiutarlo a capire e a rimediare è la cosa migliore anche per lui.

  1. Chiedi consiglio prima di muoverti: alla polizia o a un avvocato. Per il sostegno a te, in Svizzera la Consulenza per genitori di Pro Juventute (058 261 61 61), in Italia il 114.
  2. Poi fermate la diffusione, d’accordo con loro: fatti dire dove ha messo le immagini e a chi le ha mandate, e fatele togliere come vi indicano. Non cancellate di nascosto telefono e account per «sistemare»: è materiale che serve a chi indaga e a proteggere la vittima. Non guardare e non copiare le immagini sul telefono di tuo figlio.
  3. Parlate della vittima, non della punizione: una ragazza o un ragazzo veri si vergognano davanti a tutta la scuola per qualcosa che non hanno fatto. Molti autori lo capiscono solo quando qualcuno lo dice loro chiaramente.
  4. Collabora con la scuola e con la famiglia della vittima, se è possibile e se gli adulti che seguono il caso lo consigliano.

Domande frequenti

Se la foto è falsa, perché è così grave?

Perché per chi la vede è vera, e la vittima non riesce a dimostrare il contrario a tutta la scuola. Vergogna, isolamento, paura di uscire di casa: il danno è reale anche se il corpo non è il suo. Per questo la legge la tratta come un reato grave, non come uno scherzo.

Mio figlio l'ha solo ricevuta in un gruppo: rischia qualcosa?

Il rischio nasce soprattutto se la conserva o la inoltra: in Svizzera possedere o inoltrare immagini sessuali di minorenni è punibile, e inoltrarle lo è sempre. La cosa giusta per lui è non girarla a nessuno, annotare chi l'ha mandata e in quale chat, cancellarla anche dalla galleria (molte app salvano le foto da sole) e dirlo a te, che avvisi scuola e polizia.

Devo togliere tutte le foto di mia figlia dai social?

Non serve sparire, ma conviene restringere. Nel caso di Briga le foto vennero prese da un profilo Instagram aperto a tutti. Un profilo privato, visibile solo a persone che si conoscono davvero, toglie la materia prima a chi cerca foto di sconosciuti. Fatelo insieme, spiegando il perché.

La scuola può punire un ragazzo per qualcosa fatto a casa?

Le misure disciplinari dipendono dalle regole di ogni scuola e di ogni cantone o regione. Ma la scuola deve comunque intervenire per proteggere la vittima, perché le conseguenze si vivono in classe. Il procedimento penale, invece, lo decidono polizia e procura, non la scuola.

Nell’Unione europea queste app saranno vietate dal 2 dicembre (la Svizzera non è nell’UE), ma i telefoni dei ragazzi non aspettano le leggi. Per capire quali foto conviene non pubblicare, leggi cosa non condividere sui social nell’epoca dell’intelligenza artificiale.