“L’ho presa dallo store ufficiale, con migliaia di recensioni: sarà sicura.” È proprio quello che pensavano 900’000 persone. Lo store ufficiale riduce il rischio, non lo azzera: un’estensione può sembrare utile per mesi e intanto copiare quello che scrivi.

Cosa è successo con le estensioni per ChatGPT e DeepSeek?

Due estensioni che promettevano di usare ChatGPT, Claude e DeepSeek da una barra laterale copiavano le conversazioni con i chatbot e le spedivano a server degli attaccanti. Le ha scoperte OX Security, che le ha segnalate a Google il 29 dicembre 2025 e ha pubblicato la ricerca il giorno dopo. Erano copie di un’estensione legittima (AITOPIA), con la stessa grafica e la stessa descrizione:

  • “Chat GPT for Chrome with GPT-5, Claude Sonnet & DeepSeek AI”, oltre 600’000 utenti, con il bollino “In primo piano” (Featured), che lo store dà alle estensioni che “seguono le pratiche consigliate”;
  • “AI Sidebar with Deepseek, ChatGPT, Claude and more”, oltre 300’000 utenti.

All’installazione chiedevano il permesso di raccogliere “dati analitici anonimi”. Chi accettava dava in realtà il via alla copia delle conversazioni intere con ChatGPT e DeepSeek, domande e risposte, e degli indirizzi di tutte le schede aperte: indirizzi che possono contenere le tue ricerche e, a volte, codici di accesso ai servizi. Ogni 30 minuti il pacchetto partiva.

OX Security, estensioni di Chrome che rubano le conversazioni con ChatGPT e DeepSeek (in inglese)

Il 30 dicembre Google aveva risposto a OX che la segnalazione era “in revisione”, e le due estensioni erano ancora scaricabili. Il 7 gennaio 2026 la testata SecurityWeek le dava come non più disponibili sullo store; non risulta una dichiarazione pubblica di Google.

SecurityWeek, estensioni di Chrome con 900'000 download sorprese a rubare chat con l'IA (in inglese)

Non è un caso isolato. Due settimane prima, un’altra società di sicurezza (Koi Security) aveva segnalato quattro estensioni dello stesso gruppo per Chrome ed Edge, fra cui due VPN gratuite, installate in tutto da oltre 8 milioni di persone: la principale, da un aggiornamento di luglio 2025, registrava le conversazioni con ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot, DeepSeek e altri assistenti.

The Register, estensioni per la privacy che registrano le chat con l'IA (in inglese)

Cos’è un’estensione e perché vede quello che scrivi?

Un’estensione è un piccolo programma che aggiungi al browser, e se ha accesso a un sito vede quello che vedi tu su quella pagina. Il browser è il programma con cui navighi: Chrome, Edge, Firefox, Safari. Le estensioni aggiungono funzioni: bloccare la pubblicità, tradurre, correggere l’italiano, salvare le password, aprire un assistente di intelligenza artificiale in una colonna a lato.

Per fare il loro lavoro molte chiedono il permesso di leggere e modificare i dati dei siti, spesso di tutti i siti. Con quel permesso un’estensione può leggere il testo della pagina mentre lo scrivi: la chat con ChatGPT, la webmail, il gestionale aziendale, la pagina della banca. La connessione cifrata (il lucchetto) non serve a niente qui, perché l’estensione lavora dentro il browser, dove il testo è già in chiaro.

Le estensioni si aggiornano da sole: ti chiedono qualcosa solo se vogliono permessi nuovi, e un cambiamento di comportamento a parità di permessi non lo vedi. Una estensione onesta oggi può cambiare domani, se viene venduta o se cambia chi la gestisce.

Il bollino “In primo piano” dello store è una garanzia?

No. Una delle due estensioni scoperte da OX lo aveva, e così la VPN gratuita segnalata a dicembre. Il bollino dice che al momento del controllo l’estensione rispettava certe regole tecniche; non garantisce cosa farà dopo un aggiornamento. Vale come il lucchetto nell’indirizzo di un sito: meglio averlo, ma non prova che ci si possa fidare.

Prima di installare un’estensione chiediti:

  1. Chi la pubblica? Un’azienda che riconosci e che ha un sito proprio, o un nome generico?
  2. Mi serve davvero? Per usare ChatGPT basta il suo sito o la sua app: una barra laterale di terzi aggiunge un intermediario fra te e il chatbot.
  3. Che permessi chiede? Se una barra laterale per l’IA chiede di leggere tutti i siti, quella barra vedrà anche la tua posta e la tua banca.

Il Metodo 3V applicato a un’estensione

DomandaNel caso delle finte barre laterali per l’IA
VerificaChi la pubblica davvero?Imitavano un’estensione esistente: stesso aspetto, editore diverso.
ValidazioneHa senso che chieda questi permessi?Chiedevano “dati analitici anonimi”, poi prendevano le chat intere.
Velocità controllataChi mi spinge a installare in fretta?Un clic su “Aggiungi”, un bollino rassicurante, nessun motivo per fermarsi.

Il metodo completo è nella guida al social engineering e nel libro «Sicurezza informatica per professionisti».

Come controllo le estensioni che ho installato?

Apri l’elenco delle estensioni del tuo browser e, per ognuna, chiediti se la usi e se sai chi la pubblica: se la risposta è no, toglila. Ci vogliono 5 minuti. Se non sai quale browser usi, è quello che apri per andare su Internet; se ne usi più di uno, ripeti il controllo su ciascuno.

Chrome

  1. In alto a destra clicca sui tre puntini, poi Estensioni e Gestisci estensioni.
  2. L’interruttore accanto a ogni estensione la spegne; il pulsante Rimuovi la toglie.
  3. Con Dettagli vedi i permessi: alla voce sull’accesso ai siti puoi scegliere che l’estensione funzioni solo quando la clicchi, invece che su tutti i siti.
Guida di Chrome Web Store, installare e gestire le estensioni

Edge

  1. Clicca sull’icona Estensioni a destra della barra degli indirizzi (se non la vedi: Impostazioni e altro, i tre puntini, poi Estensioni), poi Gestisci estensioni.
  2. L’interruttore la spegne. Per toglierla: clic destro sull’icona dell’estensione, oppure i tre puntini accanto al suo nome nel menu Estensioni, poi Rimuovi da Microsoft Edge.
Supporto Microsoft, aggiungere, disattivare o rimuovere estensioni in Microsoft Edge

Firefox

  1. Apri il menu (le tre righe in alto a destra) e scegli Estensioni e temi (o Componenti aggiuntivi e temi, secondo la versione), poi Estensioni. Più rapido: premi Ctrl+Maiusc+A (Cmd+Maiusc+A sul Mac).
  2. L’interruttore la spegne; dai tre puntini accanto all’estensione scegli Rimuovi.
Mozilla, disattivare o rimuovere i componenti aggiuntivi

Safari sul Mac

  1. Dal menu Safari scegli Impostazioni, poi Estensioni.
  2. Togli la spunta per spegnerla; seleziona l’estensione e clicca Disinstalla per toglierla.
Apple, ottenere le estensioni per personalizzare Safari sul Mac

Se non te la senti, chiedi a un familiare o al collega che si occupa dei computer di farlo con te: è un controllo che basta fare una volta ogni tre mesi.

Ho trovato un’estensione sospetta: cosa faccio?

  1. Rimuovila con i passi sopra. Spegnerla non basta, perché alla riaccensione riparte.
  2. Esci e rientra nei servizi importanti (posta, ChatGPT o altri chatbot, banca online): se nelle impostazioni c’è “esci da tutti i dispositivi”, usalo. Così i codici di accesso eventualmente copiati smettono di funzionare.
  3. Se nelle chat avevi scritto password o codici, cambiali subito, partendo dalla posta.
  4. Se nelle chat c’erano dati di clienti o collaboratori, parlane subito con chi in azienda si occupa della protezione dei dati: in Svizzera la legge sulla protezione dei dati (in vigore dal 2023) e in Italia il GDPR possono obbligare ad avvisare l’autorità in tempi brevi, quindi non aspettare.
  5. Segnala. In Svizzera all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) con il modulo online su report.ncsc.admin.ch: bastano il nome dell’estensione e quando l’hai installata. In Italia alla Polizia Postale su commissariatodips.it. Nella pagina dell’estensione sullo store c’è anche il link per segnalarla a Google o a Microsoft.

Come lo gestisco in azienda?

Con un elenco di estensioni ammesse: tutte le altre bloccate. È la regola più semplice ed è quella che funziona, perché nessuno deve giudicare da solo se un’estensione è affidabile.

Chrome ed Edge, sui computer gestiti dall’azienda, lo fanno già: si blocca l’installazione di tutte le estensioni (con un asterisco, ”*”) e si autorizzano solo quelle dell’elenco, indicando il codice di ciascuna, cioè le 32 lettere alla fine del suo indirizzo sullo store. Se un’estensione già installata finisce fra quelle bloccate, viene disattivata. Chi vi segue i computer può impostarlo con i criteri di gruppo di Windows o con la console di gestione che già usate; chiedeteglielo in questi termini.

Guida di Chrome Enterprise, criteri per app ed estensioni Microsoft Learn, gestire le estensioni di Microsoft Edge con i criteri di gruppo

Se i computer non sono gestiti (due o tre persone, ognuno il suo portatile), fate il controllo a mano una volta ogni tre mesi, insieme, con l’elenco davanti. E decidete per iscritto quali assistenti di IA si usano e cosa non ci si incolla: nell’articolo su DeepSeek trovi un testo pronto per i collaboratori.

Un testo pronto da aggiungere alle regole interne

Estensioni del browser in [nome azienda] Sui computer di lavoro usiamo solo le estensioni di questo elenco: [elenco]. Per aggiungerne una chiediamo a [nome della persona], che controlla chi la pubblica e che permessi chiede. Non usiamo barre laterali o estensioni di terzi per i chatbot: apriamo il sito o l’app ufficiale dello strumento ammesso. Ogni tre mesi controlliamo insieme le estensioni installate. Se notiamo un’estensione che non riconosciamo, lo diciamo subito a [nome della persona], senza toglierla da soli.

Domande frequenti

Un'estensione può vedere le password che scrivo?

Se ha accesso a quel sito, può leggere quello che scrivi nella pagina, password comprese, prima che vengano cifrate per il viaggio su Internet. Per questo conta quante estensioni hanno accesso a tutti i siti: in Chrome puoi limitare l'accesso dai Dettagli dell'estensione, scegliendo che funzioni solo quando la clicchi.

Sul telefono corro lo stesso rischio?

Meno, perché sul telefono si usano poche estensioni del browser. Il rischio lì è nelle app: un'app che promette di usare ChatGPT o altri assistenti è un intermediario che vede tutto quello che scrivi. Meglio l'app ufficiale dello strumento, scaricata dallo store e controllando il nome di chi la pubblica.

Usare l'IA dal sito ufficiale è sicuro?

È più sicuro che passare da un'estensione di terzi, perché togli un intermediario. Ma quello che scrivi resta comunque sui server del servizio: valgono le stesse regole su cosa non incollare mai, come dati sanitari, documenti, password e dati dei clienti.

Un'estensione installata dall'azienda può essere pericolosa?

Può succedere anche a un'estensione scelta bene, se cambia proprietario o riceve un aggiornamento con un comportamento nuovo. Per questo l'elenco di estensioni ammesse va riguardato ogni tre mesi e ridotto al minimo: ogni estensione in meno è un rischio in meno.

Un’estensione che hai installato due anni fa e che non usi più lavora ancora oggi, con gli stessi permessi. Apri l’elenco adesso: è il controllo più rapido che puoi fare questa settimana. Poi leggi come riconoscere le app false di ChatGPT e Claude.