«Era proprio lui, l’ho visto in televisione tante volte.» È esattamente quello su cui contano. La faccia è vera, la voce sembra vera. Le parole no.
Cosa sta succedendo con i video dei medici famosi?
Qualcuno prende vecchie interviste di medici conosciuti e le rimonta con l’intelligenza artificiale, che sincronizza le labbra con frasi nuove. A marzo 2025 l’Istituto Mario Negri ha reso noto di aver denunciato alla Polizia Postale i video falsi del suo presidente, Silvio Garattini, e del direttore, Giuseppe Remuzzi. Nei video «consigliavano» un rimedio contro l’artrite che avrebbe fatto sparire dolore e rigidità.
«Non ho mai pronunciato quelle frasi e non pubblicizzo farmaci o rimedi.» (Silvio Garattini)
Le pubblicità sono post sponsorizzati su Facebook, mostrati soprattutto a chi ha più di 60 anni, cioè a chi ha più probabilità di avere dolori alle articolazioni. Chi clicca lascia nome e numero di telefono e viene richiamato. Nel 2024 il prodotto era un gel o spray di erbe, non registrato come farmaco, venduto da una società con sede alle Seychelles: arrivava per posta e si pagava in contrassegno (in Svizzera: contro rimborso), cioè in contanti al corriere o al postino. Nella versione più recente si vende invece la ricetta di un «cocktail purificante». La truffa va avanti da mesi, a ondate, e secondo un esperto sentito da Scienza in rete chi la organizza lavora da fuori dell’Unione europea, e per questo è difficile fermarli.
Pochi giorni dopo è toccato all’infettivologo Matteo Bassetti, che a Pomeriggio Cinque ha spiegato che il suo volto viene usato per truffe online: «Non sponsorizzo nulla».
Tgcom24, Il volto di Matteo Bassetti usato per truffe online: «Non sponsorizzo nulla»Come riconosco un video falso, anche se sembra proprio lui?
Non serve guardare le labbra: basta guardare cosa ti chiede. Un medico vero non vende rimedi in una pubblicità su Facebook. Questi segnali bastano, anche se il video è perfetto:
- promette di guarire una malattia lunga (artrite, diabete, vista) in poco tempo, «senza farmaci»;
- dice che «i medici o le case farmaceutiche non vogliono che tu lo sappia»;
- ti mette fretta: «ultime confezioni», «sconto solo oggi»;
- ti chiede nome e telefono per essere richiamato, e poi il pagamento (alla consegna o con la carta);
- il link porta a un sito che non è quello dell’ospedale o dell’università del medico.
Se hai un dubbio, chiedi a una persona vera: il tuo medico di famiglia o il farmacista. Ci mettono un minuto a dirti se quel prodotto esiste e se ti serve.
Succede anche in Svizzera?
Sì. L’Ospedale universitario di Zurigo avvisa che nomi, foto e anche video falsi di suoi medici sono usati per pubblicità di prodotti che l’ospedale non vende. E Swissmedic, l’autorità svizzera dei medicamenti, nell’agosto 2025 ha messo in guardia da prodotti dimagranti falsi che usavano il suo logo senza permesso.
Ospedale universitario di Zurigo (USZ), avviso sulle pubblicità false (in tedesco) Swissmedic, avviso sui prodotti GLP-1 falsificati e ingannevoli (in inglese)Non ho trovato un avviso dell’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) dedicato proprio ai medici falsi: l’UFCS ha però descritto più volte i video falsi di personaggi svizzeri, consiglieri federali compresi, usati per vendere investimenti. Il trucco è lo stesso, cambia solo cosa ti vendono.
UFCS, settimana 30: truffe con immagini e video generati con l'IAPerché un prodotto senza autorizzazione può farti male?
Perché nessuno ha controllato cosa c’è dentro. Swissmedic lo spiega così: i prodotti comprati da fonti sconosciute su Internet possono contenere troppo principio attivo, troppo poco, nessuno, oppure sostanze che non sono scritte sull’etichetta. Se prendi già altri farmaci, per esempio per la pressione o per il cuore, un ingrediente nascosto può interferire.
C’è anche un rischio per il portafoglio: in Svizzera, se un medicamento importato illegalmente viene fermato alla dogana, di regola la merce viene distrutta e le spese, almeno 300 franchi, le paga chi l’ha ordinata. La cassa malati non rimborsa nulla.
Swissmedic, Medicamenti su Internet - GuidaHo già ordinato: cosa faccio?
Dipende da come hai pagato. Fai i passi giusti oggi.
- Se devi pagare alla consegna e il pacco non è ancora arrivato: rifiutalo. Al corriere basta dire «non lo accetto». Non devi pagare niente e non devi spiegare niente. È quello che consiglia anche l’Istituto Mario Negri. Se hai l’avviso della Posta, basta non andare a ritirarlo.
- Se hai pagato con la carta, chiama subito la banca al numero sul retro della carta (o, per le banche solo online, dalla chat nell’app). Chiedi di bloccare la carta e di contestare l’addebito: dopo un acquisto così possono arrivare altri addebiti che non hai chiesto.
- Se ti chiamano per «confermare l’ordine» o venderti altro, riattacca. Non dare dati della carta al telefono.
- Se hai già preso il prodotto e non ti senti bene, smetti e chiama il tuo medico o il 145 (Tox Info Suisse); in emergenza il 144. In Italia il 112.
- Conserva tutto: screenshot della pubblicità, del sito, il nome del prodotto, la ricevuta.
- Denuncia o segnala: in Svizzera all’UFCS, con il modulo di segnalazione online, o alla polizia cantonale se hai perso soldi. In Italia segnala alla Polizia Postale online; se hai perso soldi, fai denuncia in qualsiasi ufficio di polizia.
Se non te la senti di fare queste cose da solo, chiedi a un familiare o al farmacista di farlo con te.
Come segnalo la pubblicità a Facebook?
Sulla pubblicità (c’è scritto «Sponsorizzato» sotto il nome) tocca i tre puntini «…» in alto a destra e scegli «Segnala inserzione». Se non la vedi, scegli «Segnala». Come motivo indica truffa o frode. Non serve aprire il link per segnalarla. Su Instagram: i tre puntini sopra il post, poi «Segnala».
Se il medico lavora in un ospedale, avvisa anche loro: l’Ospedale universitario di Zurigo, per esempio, ha un modulo per queste segnalazioni e le passa alle piattaforme.
Domande frequenti
Ho lasciato il mio numero di telefono nel modulo: cosa rischio?
Probabilmente riceverai telefonate insistenti per venderti il prodotto. Non sei obbligato a niente: rispondi «non mi interessa» e riattacca, oppure blocca il numero. Non dare mai indirizzo, dati della carta o codici al telefono. Se i messaggi continuano, segnalali all'UFCS o alla Polizia Postale.
Il pacco è arrivato e l'ho pagato al corriere: posso riavere i soldi?
È difficile, perché i contanti dati al corriere non si possono bloccare come una carta e il venditore è spesso fuori dall'Europa. Conserva la ricevuta e la confezione e fai denuncia: serve anche a far chiudere la pubblicità. Non prendere il prodotto senza averne parlato con il medico.
Come faccio a sapere se un medico famoso ha davvero detto una cosa?
Cerca il suo sito ufficiale o quello del suo ospedale, oppure un'intervista su un giornale o un telegiornale vero. Garattini e Bassetti hanno detto pubblicamente che non pubblicizzano rimedi né prodotti. Se l'unico posto dove lo dice è una pubblicità su Facebook, è falso.
Perché Facebook non toglie queste pubblicità?
Non sempre, e non subito: chi fa la truffa crea nuove pagine e nuove inserzioni, spesso dall'estero. Segnalare serve comunque, ma la difesa più sicura resta non cliccare.
Queste pubblicità tornano a ondate e cambiano solo il volto e il prodotto. Per capire come funziona la voce clonata, che arriva anche al telefono, leggi la guida sui deepfake vocali.