“L’ho mandata solo a mia sorella.” Il link sì. Ma la pagina dietro quel link non sa a chi l’hai mandato: è aperta a chiunque lo abbia, e un link si inoltra, si pubblica in un gruppo, finisce in un forum. Nell’estate 2025 alcune di queste pagine sono finite direttamente nei risultati di Google.

Cosa è successo alle chat di ChatGPT?

Il 30 luglio 2025 Fast Company ha scoperto che Google mostrava nei risultati di ricerca migliaia di conversazioni di ChatGPT condivise dagli utenti (quasi 4’500, secondo i conteggi riportati da PC Gamer e Dataconomy). Molte erano innocue; altre, secondo Dataconomy, parlavano di dipendenze, di violenze subite, di problemi di salute mentale. Le pagine non mostravano chi le aveva scritte, ma alcune contenevano abbastanza dettagli personali per risalire a chi scriveva.

Fast Company, Google indicizza le conversazioni di ChatGPT (in inglese) PC Gamer, ChatGPT toglie le conversazioni dai motori di ricerca dopo quasi 4'500 chat indicizzate da Google (in inglese) Dataconomy, le conversazioni di ChatGPT compaiono nelle ricerche di Google (in inglese) Fortune, OpenAI e le chat finite su Google (in inglese)

Come è potuto succedere? Quando creavi un link per condividere una chat, ChatGPT mostrava una casella “Make this chat discoverable” (rendi questa chat individuabile), con sotto, in piccolo e in grigio, la spiegazione: permette di mostrarla nelle ricerche sul web. Chi la spuntava pensando di “rendere visibile la chat al destinatario” la stava in realtà offrendo a Google.

Engadget, OpenAI toglie le conversazioni di ChatGPT da Google (in inglese)

All’inizio il responsabile della sicurezza di OpenAI, Dane Stuckey, aveva difeso la scritta come “sufficientemente chiara”. Poi, il 31 luglio, ha annunciato che l’opzione veniva tolta (entro la mattina dopo per tutti), perché creava “troppe occasioni di condividere per sbaglio cose che non si volevano condividere”, e che OpenAI stava lavorando per togliere le pagine dai motori di ricerca. Il 1° agosto su Google non comparivano più, ma su altri motori di ricerca sì.

The Register, OpenAI rimuove l'opzione per rendere le chat trovabili (in inglese)

E con Grok?

Con Grok, l’assistente della società xAI di Elon Musk, non c’era nemmeno la casella. Il 20 agosto 2025 la rivista Forbes ha riportato che premendo “Condividi” la chat diventava una pagina pubblica trovabile dai motori di ricerca, senza nessun avviso: Google ne aveva indicizzate oltre 370’000, secondo una stima di Google. Dentro c’erano domande mediche e psicologiche, nomi e dati personali, fogli di calcolo e immagini caricate dagli utenti e almeno una password. Un ricercatore e un giornalista che avevano condiviso chat per lavoro hanno detto di non essere stati avvisati. xAI non ha commentato.

Forbes, xAI ha pubblicato centinaia di migliaia di conversazioni di Grok (in inglese) Techzine Global, centinaia di migliaia di chat di Grok pubblicate per errore (in inglese)

E se non ho mai premuto “Condividi”?

Allora quel rischio non ti riguarda, ma le tue chat restano comunque sui server di qualcun altro. Due casi lo mostrano. A gennaio 2025 un database di DeepSeek con chat in chiaro era aperto su Internet: lo abbiamo raccontato in DeepSeek e i tuoi dati.

Il 29 gennaio 2026 la testata 404 Media ha raccontato il caso di “Chat & Ask AI”, un’app molto scaricata che fa da intermediario verso ChatGPT e altri modelli. Secondo il ricercatore che l’ha scoperto, per un errore di configurazione erano accessibili circa 300 milioni di messaggi di oltre 25 milioni di utenti, con la cronologia completa delle chat. Lo sviluppatore, avvisato il 20 gennaio, secondo quanto riportato ha corretto l’errore in poche ore.

404 Media, un'app di chat con l'IA ha esposto milioni di conversazioni (in inglese) Hackread, l'errore di configurazione di Chat & Ask AI (in inglese)

La lezione di questo caso: un’app che “ti fa usare ChatGPT” non è ChatGPT. È un’azienda in più che conserva quello che scrivi. Se usi un assistente, scarica l’app ufficiale di chi lo produce.

Perché il pulsante “Condividi” crea una pagina pubblica?

Perché è l’unico modo per far leggere la chat a chi non ha il tuo account: il servizio crea una copia della conversazione su una pagina web con un indirizzo tutto suo. La guida ufficiale di Gemini, l’assistente di Google, lo spiega bene: chiunque abbia il link può leggere la chat, anche se non gliel’hai mandato tu, e può condividerla di nuovo. Il tuo nome non compare, ma compare tutto quello che hai scritto, comprese le immagini. E la pagina resta com’era quando l’hai creata, anche se poi continui a scrivere nella chat.

Guida di Gemini, condividere chat e gestire i link pubblici

Lo stesso vale per Claude: chiunque abbia il link vede la conversazione fino al momento della condivisione.

Guida di Claude, condividere e annullare la condivisione delle chat (in inglese)

Quindi un link condiviso va trattato come un post pubblico, non come un messaggio privato. Oggi ChatGPT non offre più la casella per Google, ma il link resta aperto a chiunque lo riceva.

Cosa non devo mettere mai in una chat che condivido?

Niente che non scriveresti su una bacheca in piazza. Le regole su cosa non scrivere mai a un chatbot le trovi nell’articolo su DeepSeek. Per le chat da condividere aggiungo tre cose che si dimenticano facilmente:

  • dati di altre persone: il nome della compagna di classe, del collega, del cliente, del medico; una foto di gruppo, uno screenshot di una chat di WhatsApp;
  • dettagli che ti rendono riconoscibile anche senza nome: la scuola, il paese, il lavoro, la malattia, la data di nascita;
  • file caricati: in alcuni servizi (per esempio le immagini in Gemini, fogli e immagini in Grok) finiscono nella pagina condivisa insieme al testo; nel dubbio, considera pubblico anche il file.

Se vuoi solo far vedere una risposta, copia il testo e mandalo come messaggio: niente pagina pubblica, niente link che gira. Nelle app di solito c’è un pulsante “Copia” sotto ogni risposta.

Ogni servizio ha un elenco dei tuoi link condivisi nelle impostazioni, da cui puoi cancellarli uno per uno (in alcuni anche tutti insieme). Dove si trova:

  • ChatGPT: dal tuo nome in basso a sinistra, Impostazioni, poi la sezione sui controlli dei dati: alla voce Link condivisi c’è il pulsante Gestisci, che apre l’elenco da cui cancellarli.
  • Gemini: sul computer, in basso, Impostazioni e guida, poi I tuoi link pubblici; accanto a ogni link Elimina link pubblico, oppure Elimina tutti i link.
  • Claude: Impostazioni, poi Privacy; accanto a Chat condivise il pulsante Gestisci apre l’elenco, e per ogni chat puoi annullare la condivisione.
  • Grok: non ho trovato una guida ufficiale che lo spieghi. Sul sito grok.com, nelle impostazioni, c’è un elenco dei link condivisi da cui toglierli; se non lo trovi, cancella la conversazione e controlla che il link non si apra più.
OpenAI, domande frequenti sui link condivisi (in inglese)

Dopo aver cancellato, apri il vecchio link in una finestra anonima (in Chrome ed Edge: tre puntini, “Nuova finestra di navigazione in incognito” o “InPrivate”): se vedi un messaggio che la chat non esiste più, è chiusa. Se non ti senti sicuro, fallo insieme a un familiare: sono due minuti.

Attenzione: cancellare il link non cancella le copie. Se qualcuno ha continuato la tua chat nel suo account, o ha incollato il testo altrove, quella copia resta.

La mia chat compare ancora su Google: come la tolgo?

Prima cancella il link, poi chiedi a Google di aggiornare il risultato. Quando la pagina non esiste più ma compare ancora nei risultati, Google ha un modulo apposta, “Aggiornare contenuti obsoleti”: incolli l’indirizzo del vecchio link e invii la richiesta. Se nel risultato compaiono dati personali come indirizzo, numero di telefono o documenti, c’è anche il modulo di Google per chiedere la rimozione delle informazioni personali.

Guida di Ricerca Google, aggiornare contenuti obsoleti Guida di Ricerca Google, rimuovere informazioni personali dai risultati

Le chat possono restare per qualche giorno anche su altri motori di ricerca, come Bing: dopo aver cancellato il link, ripeti la ricerca anche lì.

Se qualcuno usa una tua chat per ricattarti, deriderti o minacciarti, non rispondere e conserva le prove (link, screenshot, data). In Svizzera puoi rivolgerti alla polizia cantonale e segnalare il caso all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) con il modulo online su report.ncsc.admin.ch; in Italia alla Polizia Postale su commissariatodips.it.

Domande frequenti

Chi riceve il link vede il mio nome o il mio account?

Di solito no: per esempio Gemini dice nella sua guida che nome e account non compaiono né nell'indirizzo né nella pagina. Ma compare tutto quello che hai scritto e caricato. Se nella chat c'è il tuo nome, la tua scuola o una tua foto, chi legge può capire chi sei anche senza account.

Se continuo a scrivere nella chat dopo averla condivisa, la pagina si aggiorna?

Per Gemini e Claude no: la pagina condivisa è una fotografia della chat al momento in cui hai creato il link, e i messaggi successivi restano privati. In Gemini, se cancelli una parte della chat, sparisce anche il link pubblico; negli altri servizi non è detto: per essere sicuro, cancella il link.

Posso far vedere una chat all'insegnante o a un collega senza rischi?

Il modo più sicuro è copiare il testo che ti serve e mandarlo per email o in un messaggio, dopo aver tolto nomi e dati personali. Se proprio serve il link, crealo, mandalo e cancellalo appena l'altra persona l'ha letto.

La modalità senza cronologia protegge dalle condivisioni?

Protegge da un'altra cosa: in molti servizi le chat temporanee non restano nella tua cronologia. Ma quello che scrivi passa comunque dai server del servizio. Le regole su cosa non scrivere valgono sempre, con o senza cronologia.

I link che hai creato mesi fa sono ancora aperti, finché non li chiudi tu. Apri adesso l’elenco dei link condivisi del tuo assistente. Se in casa l’IA la usano anche i ragazzi, leggi poi le regole per i chatbot “amici”.