“Ma io quel video non l’ho mai fatto.” È vero, e oggi non serve averlo fatto. È proprio questo che rende il ricatto così spiazzante: ti trovi davanti a un’immagine che sembra te, e la prima reazione è la vergogna. È la reazione su cui contano i ricattatori.

Come fanno a creare un video nudo con la mia faccia?

Prendono il tuo volto da una foto o da una videochiamata e l’intelligenza artificiale lo incolla sul corpo di un’altra persona. Si chiama face swapping (scambio di volto) o body swapping. Il 27 luglio 2026 l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha scritto di aver già visto casi di questo tipo e di aspettarsene di più, perché il vecchio ricatto “ho dei tuoi video” senza nessuna immagine funziona sempre meno.

I truffatori usano l’IA per creare foto e video falsi delle vittime e aumentare la pressione. Il presupposto è che in rete siano disponibili immagini della vittima da manipolare.

↳ Fonte: UFCS, settimana 30: varianti di truffa con immagini e video generati con l'IA[bacs.admin.ch]

L’UFCS indica anche come riconoscere un falso: luci e ombre del viso che non corrispondono al resto del corpo, un volto molto nitido su un corpo sgranato, giunzioni visibili sul collo o lungo l’attaccatura dei capelli. Ma non serve dimostrare che è falso per difenderti: le regole qui sotto valgono comunque.

È successo davvero, anche in Ticino?

Sì. Nell’ottobre 2025 la RSI ha raccontato il caso di un lettore ticinese. Tutto è partito da una richiesta di amicizia su Facebook da parte di una presunta ragazza. Poi è arrivata una videochiamata su WhatsApp, durante la quale il suo volto è stato ripreso. Poco dopo, il video falso di nudo e la richiesta: 300 franchi in Bitcoin, altrimenti il video sarebbe finito agli amici di Facebook.

Lui ha capito che era una truffa, ha chiuso e ha chiamato la polizia. Quando ha detto ai ricattatori di aver avvisato la polizia, i profili sono spariti. In Ticino la polizia riceve due casi all’anno (il 2025 fino a ottobre); secondo la RSI la maggior parte dei tentativi non viene denunciata.

RSI, Sextortion e IA: una nuova frontiera della truffa sessuale

Perché si denuncia così poco? Per vergogna. Ed è un peccato, perché chi denuncia aiuta la polizia a collegare i casi e a seguire le tracce.

Se pago, mi lasciano in pace?

No. La Polizia Postale lo scrive chiaramente: il pagamento non garantisce la cancellazione del materiale. I pagamenti in criptovalute, poi, sono molto difficili da recuperare.

Il pagamento non garantisce la cancellazione del materiale. Interrompere immediatamente ogni contatto con il ricattatore e conservare le prove.

↳ Fonte: Polizia Postale, ALERT! Sex Extortion online[commissariatodips.it]

Chi paga dimostra di essere disposto a pagare. Secondo la Prevenzione Svizzera della Criminalità, sempre più spesso chi paga riceve nuove richieste o vede pubblicate le immagini comunque.

Prevenzione Svizzera della Criminalità, Sextortion

E l’email che dice “ho hackerato la tua webcam”?

Nella grande maggioranza dei casi è un bluff mandato a migliaia di indirizzi. L’email dice di aver infettato il tuo computer, di averti ripreso con la webcam e chiede criptovalute entro una scadenza. Quasi sempre non c’è nessun video e nessuno è entrato nel tuo computer. L’UFCS lo dice così: “Di norma desistono se la vittima non reagisce.”

Polizia Postale, email di sextortion con ricatto in criptovalute

A volte l’email contiene una tua password vera, e questo spaventa. L’UFCS spiega da dove viene: non dal tuo computer, ma da una vecchia fuga di dati di un sito dove eri iscritto, un forum o un negozio online. Se la password è quella che usi ancora, cambiala subito ovunque la usi.

UFCS, settimana 23: la fake sextortion e le sue varianti

Puoi controllare se il tuo indirizzo email compare in fughe di dati note con lo strumento gratuito passwordrubata.com (un nostro servizio) oppure con Have I Been Pwned, il sito in inglese indicato anche dall’UFCS.

Cosa faccio adesso, passo per passo?

Prima di tutto respira: non sei tu ad aver sbagliato, e c’è tempo per fare le cose giuste.

  1. Non pagare e non rispondere. Nemmeno per chiedere di cancellare il video o per trattare.
  2. Salva le prove prima di bloccare: fai uno screenshot (una foto dello schermo) del profilo, dei messaggi, del nome utente, del numero di telefono e dell’indirizzo Bitcoin se c’è (la lunga serie di lettere e numeri a cui ti chiedono di mandare i soldi). Se non sai fare lo screenshot, fotografa lo schermo con un altro telefono. Non cancellare la chat.
  3. Blocca il contatto e segnalalo alla piattaforma con la funzione “Segnala” (Facebook, Instagram, WhatsApp, TikTok ce l’hanno tutti). Su Facebook dal telefono: apri il profilo, tocca i tre puntini, poi “Segnala”. Così il profilo può essere chiuso. Se la vittima è minorenne, prima di bloccare leggi la sezione sui ragazzi più sotto.
  4. Denuncia. In Svizzera alla polizia cantonale (in Ticino anche di persona in qualunque posto di polizia; in urgenza il 117) e, se è un’email, segnalala all’UFCS con il modulo online: bastano pochi minuti e non serve un account. In Italia la denuncia si fa di persona in un ufficio della Polizia Postale o in qualsiasi ufficio di polizia o caserma dei Carabinieri; sul sito commissariatodips.it puoi mandare una segnalazione, che però non sostituisce la denuncia.
  5. Se hanno già mandato il video a qualcuno, avvisa tu per primo le persone vicine con una frase semplice: “Sto ricevendo un ricatto con un video falso creato con l’intelligenza artificiale. Se lo ricevi, non aprirlo e non inoltrarlo: l’ho già denunciato.”
  6. Rendi privati i profili e togli dalla vista pubblica le foto in cui il volto è ben visibile. È anche il consiglio dell’UFCS: meno immagini pubbliche, meno materiale da manipolare. Non serve cancellare il profilo: basta renderlo privato.
  7. Se il video è già stato pubblicato, segnala ogni copia alla piattaforma dove la trovi e usa StopNCII.org, gratuito: crea sul tuo telefono o computer un’impronta dell’immagine, senza caricarla, e le piattaforme che aderiscono la usano per riconoscerla e toglierla. È per chi era maggiorenne quando l’immagine è stata creata.
StopNCII.org, rimozione di immagini intime diffuse senza consenso (in inglese)

In Svizzera il ricatto è un’estorsione, che la polizia persegue d’ufficio: non devi decidere tu se querelare. Inoltrare a terzi contenuti sessuali in cui una persona è riconoscibile, senza il suo consenso, è punito dal Codice penale dal 2024; come si applichi ai falsi creati con l’IA i tribunali non l’hanno ancora chiarito del tutto. In Italia la diffusione di un video intimo vero è reato, e dal 10 ottobre 2025 lo è anche quella di immagini o video falsificati con l’IA che causano un danno (legge sull’intelligenza artificiale del 2025).

Prevenzione Svizzera della Criminalità, Sextortion: le norme penali

E se a ricevere il ricatto è un ragazzo o una ragazza?

Chi è minorenne può chiedere aiuto subito, gratis e in modo riservato, anche senza dirlo prima ai genitori. In Svizzera c’è il 147 di Pro Juventute: si chiama il 147 oppure si scrive su WhatsApp, 24 ore su 24 (147.ch). In Italia c’è Telefono Azzurro: linea gratuita 19696, sempre attiva, oppure chat e WhatsApp dal sito azzurro.it.

147.ch, consulenza per i giovani di Pro Juventute

Se la vittima è minorenne, il video o la foto, anche se falsi, non vanno salvati né inoltrati, nemmeno a un genitore o “come prova”: fate screenshot solo del profilo, dei messaggi, del nome utente e dei dati di pagamento richiesti, segnando data e ora, e portate il telefono alla polizia. Bloccate e segnalate l’account solo dopo che la polizia lo ha visto.

Click and Stop, sextortion: cosa fare se la vittima è minorenne

Se sei un genitore e tuo figlio ti racconta un ricatto, la cosa più utile è non giudicare: la vergogna è quella che spinge i ragazzi a pagare di nascosto o a chiudersi. Ringrazialo di avertelo detto, fate insieme gli screenshot del profilo e dei messaggi (non del video) e portate il telefono alla polizia.

Se un’immagine di nudo di un minorenne, vera o falsa, circola o rischia di circolare, in Italia come in Svizzera c’è Take It Down, gratuito e in italiano: aiuta a far togliere dalle piattaforme che aderiscono le immagini riprese prima dei 18 anni, creando un’impronta dell’immagine sul telefono senza caricarla.

Take It Down, NCMEC

Domande frequenti

Posso far togliere il video falso da internet?

Sì, prova sempre. Le grandi piattaforme hanno una funzione per segnalare immagini intime pubblicate senza consenso. Segnala ogni copia che trovi e conserva lo screenshot della segnalazione. Se eri maggiorenne quando l'immagine è stata creata, usa anche StopNCII.org: crea un'impronta dell'immagine sul tuo dispositivo, senza caricarla, e le piattaforme che aderiscono la usano per toglierla. Per i minorenni c'è Take It Down. Se il video circola, dillo alla polizia quando denunci: è un elemento in più per l'indagine.

Ho già pagato: cosa faccio adesso?

Smetti di pagare da subito, anche se arriva una nuova richiesta più urgente. Salva la ricevuta del pagamento, l'indirizzo Bitcoin o i dati del bonifico e tutte le chat, poi denuncia. Se hai pagato con carta o bonifico, chiama subito la banca o scrivi all'assistenza nell'app se usi una banca solo online. Aver pagato non ti toglie il diritto di denunciare.

Ho davvero fatto una videochiamata intima: posso denunciare lo stesso?

Sì. Il reato lo commette chi ricatta, non chi ha avuto fiducia nella persona sbagliata. Come scrive la Prevenzione Svizzera della Criminalità, la giustizia persegue i reati, non le debolezze umane.

Il ricattatore conosce i miei amici su Facebook: li contatterà davvero?

Può provarci, perché la lista degli amici è spesso visibile a tutti. Per questo conviene renderla privata subito e avvisare le persone più vicine con una frase semplice. Nel caso raccontato dalla RSI, quando la vittima ha detto ai ricattatori di aver avvisato la polizia, i profili sono spariti. E chi denuncia aiuta la polizia a collegare i casi e a seguire le tracce.

Il momento migliore per sapere cosa fare è prima che arrivi il messaggio: oggi stesso guarda quali tue foto sono pubbliche e rendi privata la lista degli amici. E se vuoi capire come l’IA imita anche la voce, leggi come difendersi dai deepfake vocali.