“Io il phishing lo conosco.” Lo conoscono quasi tutti. Eppure è ancora il modo più usato per entrare in un account, perché chi lo prepara non conta sulla tua ignoranza: conta sul fatto che sei di fretta.

Perché il phishing funziona anche con chi lo conosce?

Perché lavora sulle emozioni, non sulla conoscenza. Le leve sono sempre le stesse quattro:

  • Fretta: “entro 24 ore”, “ultimo avviso”, “il conto verrà bloccato”.
  • Paura: un accesso sospetto, una multa, un pacco fermo, un debito.
  • Autorità: la banca, la polizia, il capo, il fisco, il fornitore.
  • Curiosità o speranza: una vincita, un documento condiviso, una foto in cui “sei taggato”.

Quando una di queste leve scatta, il cervello va in automatico: risolvere il problema, subito. Ed è proprio in quell’automatismo che la password esce.

Il video: il trucco visto dall’altra parte

Nel 2020 ho registrato questo video (4 minuti e mezzo) per mostrarti il trucco dal punto di vista di chi lo prepara. La tecnica non è cambiata: cambiano solo la grafica delle pagine e le scuse usate per farti cliccare.

Il momento sbagliato è il bersaglio

Il messaggio di phishing non deve ingannare te nel tuo momento migliore: gli basta il peggiore. La sera tardi, al telefono mentre fai altro, il lunedì mattina con cento email da leggere. Per questo la difesa non può essere “stare attenti”: deve essere una regola fissa che non dipende da quanto sei lucido in quel momento.

La regola più semplice: un link ricevuto non apre mai una pagina dove si scrive una password. Il sito lo apri tu, dall’app o scrivendo l’indirizzo.

Il Metodo 3V: tre domande contro le quattro leve

Ogni domanda disinnesca una leva. È il Metodo 3V del libro «Sicurezza informatica per professionisti», spiegato nella guida al social engineering.

Cosa chiedertiQuale leva ferma
VerificaChi me lo chiede è davvero chi dice di essere?Autorità: il nome del mittente si falsifica, la verifica la fai tu da un canale che conosci.
ValidazioneAnche se fosse lui, la richiesta ha senso?Paura e speranza: una banca non chiede la password via email, un premio non costa la spedizione.
Velocità controllataChi mi mette fretta, e perché?Fretta: un problema vero sopporta dieci minuti di controllo.

Cosa fare quando un messaggio ti mette fretta

  1. Fermati: la fretta è il segnale, non il motivo per agire.
  2. Non usare il link: apri tu l’app o il sito.
  3. Chiedi a qualcuno se hai un dubbio: un collega, un familiare. Dirlo ad alta voce spesso basta.
  4. Se hai già cliccato e scritto la password, cambiala subito dal sito vero.

Segnala il messaggio: in Svizzera all’Ufficio federale della cibersicurezza UFCS, in Italia alla Polizia Postale. Se hai un dubbio su un link, controllalo su sito-ok.com senza aprirlo.

Domande frequenti

Perché la gente clicca ancora sui link di phishing?

Perché il messaggio arriva nel momento sbagliato e tocca un'emozione: fretta, paura, autorità o curiosità. In quell'attimo non si controlla l'indirizzo. Non è una questione di intelligenza: capita anche agli esperti quando sono stanchi o distratti.

Come faccio a non cadere nel phishing?

Con una regola fissa che non dipende dalla tua attenzione: la password si scrive solo nel sito o nell'app che hai aperto tu, mai da un link ricevuto. Aggiungi la verifica in due passaggi sugli account importanti e le tre domande del Metodo 3V quando un messaggio ti mette fretta.

Ho cliccato un link ma non ho scritto niente: è grave?

Di solito il danno nasce quando scrivi password o dati, o quando scarichi e apri un file. Se hai solo aperto la pagina, chiudila. Se hai scaricato qualcosa o hai dubbi, fai controllare il dispositivo e cambia le password importanti da un altro apparecchio.

Nel prossimo episodio, l’account più importante per molti: Phishing #4, la password di Gmail. Per il quadro completo c’è la guida al phishing.