A maggio 2024, in Minnesota, l’avvocato Daniel Swenson ha visto nell’app che qualcuno stava guardando dalla telecamera del suo robot aspirapolvere e lo muoveva. Ha cambiato la password e riavviato il robot. Poco dopo dall’altoparlante sono usciti insulti razzisti, davanti al figlio di 13 anni. Lo stesso giorno, a Los Angeles, un altro robot uguale ha inseguito il cane di casa.
«È un aspirapolvere, cosa vuoi che veda.» Vede il pavimento, cioè tutta la casa ad altezza di caviglia. E per pulire bene impara dove sono le stanze, i letti, il divano. Non serve buttarlo: serve sapere dove finisce quello che vede.
Il robot aspirapolvere ha una telecamera?
Molti sì: i modelli che evitano calze e cavi usano una telecamera frontale, e quasi tutti salvano la mappa della casa. Alcuni hanno anche microfono e altoparlante, per i comandi vocali o per parlare con chi è in casa. L’ufficio federale tedesco per la sicurezza informatica (BSI) lo scrive: i robot di oggi disegnano la pianta delle stanze e possono raccogliere dati di telecamera e microfono.
Per sapere cosa ha il tuo, guarda la scheda del modello sul sito del produttore: cerca le parole «telecamera», «riconoscimento degli oggetti», «videochiamata» o «controllo da remoto con video». Se nell’app puoi vedere dal vivo cosa ha davanti il robot, la telecamera c’è ed è raggiungibile da fuori casa.
BSI, usare un robot aspirapolvere in sicurezza (in tedesco)Chi può vedere le foto del robot? Il caso Roomba
Nel 2022 una giornalista ha dimostrato che le foto di un robot possono arrivare molto lontano da casa tua. Il 19 dicembre 2022 la rivista MIT Technology Review ha pubblicato 15 immagini scattate nel 2020 da robot Roomba J7 di prova: una donna seduta sul water, un bambino di 8 o 9 anni sdraiato in corridoio, stanze di case negli Stati Uniti, in Giappone, in Francia, in Germania e in Spagna.
Il percorso è questo. iRobot mandava le immagini a un’azienda americana, Scale AI, che le faceva etichettare a mano («questa è una lampada», «questo è un cavo») per allenare l’intelligenza artificiale del robot. Gli etichettatori erano lavoratori a cottimo in Venezuela, e alcuni hanno postato le foto in gruppi chiusi su Facebook e Discord. Scale AI ha confermato che 13 delle 15 immagini venivano dal progetto con iRobot.
iRobot ha spiegato che erano robot di sviluppo, modificati, dati a collaboratori e dipendenti che avevano firmato un consenso e con un adesivo verde «registrazione video in corso». Non i robot in vendita. Ha anche detto di aver condiviso oltre 2 milioni di immagini con Scale AI, ha chiuso il rapporto con il fornitore e non ha mostrato i consensi firmati. Secondo la sua informativa, dai robot dei clienti le immagini arrivano solo se è l’utente a condividerle dall’app.
MIT Technology Review, le foto dei Roomba finite su Facebook (in inglese)Per questo conta la voce dell’app che chiede di «condividere immagini per migliorare il prodotto».
Un seguito: il 14 dicembre 2025 iRobot ha annunciato che sarebbe passata in mano a Picea, il suo fornitore cinese, con una procedura di ristrutturazione negli Stati Uniti, e che l’app avrebbe continuato a funzionare. Il comunicato non dice nulla sui dati dei clienti. Il mio consiglio: quando cambia il proprietario del produttore, rileggi le impostazioni sulla privacy nell’app.
Un estraneo può comandare il robot? Il caso Ecovacs
Sì, è successo: nel 2024 dei robot Ecovacs negli Stati Uniti sono stati comandati da sconosciuti. Lo ha raccontato la televisione pubblica australiana ABC. Il robot di Swenson era un Deebot X2, come quello di Los Angeles; cinque giorni dopo è toccato a un proprietario di El Paso.
Ecovacs ha detto che qualcuno era entrato nell’account con una password rubata altrove e riusata, e di non aver trovato violazioni dei suoi sistemi. Ha mandato un’email ai clienti per far cambiare la password e promesso un aggiornamento per gli X2.
Le password rubate altrove si provano in automatico, a migliaia: chi le prova non cerca qualcuno di specifico, cerca qualcosa di sfruttabile.
ABC News, i robot Ecovacs comandati da estranei (in inglese)C’era però anche un difetto del robot. I ricercatori Dennis Giese e Braelynn Luedtke hanno mostrato che il codice PIN che protegge video e comandi veniva controllato solo dall’app, e si poteva saltare. Ad agosto 2024, al convegno DEF CON, hanno preso alcuni modelli Ecovacs via Bluetooth da 50 metri di distanza, nei 20 minuti dopo ogni accensione, e hanno visto che il ripristino di fabbrica non cancellava tutto quello che c’era nel robot.
Il mio consiglio, se hai un robot collegato: staccalo quando stai via a lungo, installa l’aggiornamento appena arriva, fai attenzione agli apparecchi usati e togli gli accessi condivisi a chi non deve più averli. Ecovacs, scrivono i due ricercatori, non aveva mai risposto alle loro segnalazioni.
Dennis Giese e Braelynn Luedtke, DEF CON 32, Reverse engineering and hacking Ecovacs robots (in inglese, PDF)E se il problema è sui server del produttore? Il caso DJI
A febbraio 2026 un errore sui server di DJI ha reso raggiungibili migliaia di robot di altre persone. Un ingegnere che vive in Spagna voleva guidare il suo DJI Romo con il controller di una console da videogiochi. Il suo programma, collegandosi ai server DJI, riceveva risposta da migliaia di robot. Il sito di notizie Semafor, riprendendo The Verge, a cui l’ingegnere aveva mostrato la scoperta, parla di immagini dal vivo di circa 7’000 case (la cifra viene dalla stampa, non da DJI).
DJI ha confermato un errore di controllo dei permessi sui suoi server, legato all’app DJI Home, che toccava il Romo e alcune batterie portatili. Dice di averlo trovato da sola a fine gennaio, che due ricercatori indipendenti l’hanno segnalato attraverso il suo programma di ricompense, che è stato corretto, che gli utenti non devono fare nulla e di non aver trovato prove di un uso improprio dei dati.
DJI, Security and Continuous Improvement: ROMO's Path Forward (in inglese)Qui la tua password non c’entrava. L’errore era nei computer del produttore. Nella stessa dichiarazione DJI ricorda che il Romo era già certificato secondo le norme europee di sicurezza per gli apparecchi collegati. I ricercatori di DEF CON lo dicono in una riga: le certificazioni non hanno impedito i problemi. Da te dipendono altre due cose: quanto il robot manda fuori casa, e quando è acceso.
Cosa controllo nell’app del robot?
Cinque controlli, telefono in mano, una sola volta. I nomi delle voci cambiano da marca a marca: cercale in «Impostazioni», «Privacy», «Sicurezza» o nella scheda del robot.
- Password solo per quell’app. Se l’hai usata anche altrove, cambiala per prima: è la strada del caso Ecovacs. Se l’app offre la verifica in due passaggi, accendila. Per sapere se la tua email è comparsa in una violazione di dati c’è il controllo gratuito di passwordrubata.com, un servizio mio.
- Le foto. Cerca le voci che caricano immagini: foto degli ostacoli, programmi per «migliorare il prodotto», versioni di prova. Ti consiglio di spegnere quello che non ti serve. DJI, per esempio, scrive che sul Romo la foto degli ostacoli si può spegnere e il robot continua a evitarli, e che i filmati si possono far cancellare in automatico ogni 14 giorni.
- La mappa. Guarda se l’app permette di tenere la mappa solo nel robot. DJI, per esempio, lo offre sul Romo 2. Se non c’è, sappi che la mappa sta nel cloud del produttore, cioè nei suoi computer.
- Chi ha accesso. Togli dagli utenti condivisi chi non abita più con te. I ricercatori di DEF CON ricordano che questi apparecchi si possono usare per controllare una persona, per esempio dopo una separazione.
- Aggiornamenti automatici accesi, nell’app e nel robot.
Devo spegnerlo quando non lo uso?
Se stai via a lungo, sì: ti consiglio di spegnerlo e staccarlo dalla corrente. Lo raccomanda anche il BSI. Un robot spento non vede, non sente e non risponde a nessuno.
Per i giorni normali, il mio consiglio è semplice: fallo partire quando esci, non quando sei in casa in pigiama. E mettilo nella rete ospiti del router: se un giorno qualcuno entra nel robot, non arriva ai computer e ai telefoni di casa. Come si fa è spiegato nella guida alla casa intelligente.
Se la rete di casa o dell’ufficio la gestisce un informatico, queste domande sono per lui:
Cosa chiedo prima di comprare un robot aspirapolvere?
Quattro domande, al negozio o sul sito del produttore, prima di pagare.
- Per quanti anni arrivano gli aggiornamenti? Un robot senza aggiornamenti resta con i suoi difetti per sempre.
- Dove vanno mappa e immagini, e dove sono i server? Se il venditore non lo sa, chiedilo al produttore.
- Funziona anche senza app e senza Internet? Alcuni robot puliscono anche con il solo tasto. Per chi non vuole condividere nulla è la scelta più tranquilla.
- Ha davvero bisogno della telecamera? Il mio consiglio: se la casa è semplice e i pavimenti liberi, un modello senza telecamera pulisce bene lo stesso, e non ha niente da far vedere.
Conta anche dove compri. Nell’Unione europea, dal 1° agosto 2025, gli apparecchi radio collegati a Internet messi in vendita per la prima volta devono rispettare requisiti minimi di sicurezza informatica; la Svizzera applica le stesse regole con l’ordinanza dell’UFCOM sugli impianti di telecomunicazione. Riguardano l’apparecchio, non i server del produttore: il caso DJI mostra la differenza. Un robot di molti anni fa, o comprato su un sito fuori dall’Europa, può non averle.
Compro o vendo un robot usato: cosa faccio?
Prima di venderlo o regalarlo, toglilo dal tuo account nell’app e poi fai il ripristino di fabbrica. I ricercatori di DEF CON avvertono che il reset di alcuni modelli non cancella tutto, e che dentro il robot ci sono mappe, foto e la password del Wi-Fi di casa. Il mio consiglio: dopo aver venduto un robot, cambia la password del Wi-Fi.
Se lo compri usato, fai subito il ripristino di fabbrica, collegalo al tuo account e controlla che non ci siano utenti condivisi rimasti. Il reset non cancella tutto, ma toglie l’account e gli accessi di chi l’aveva prima: è il minimo. Con gli apparecchi usati ti consiglio prudenza: è difficile verificare che nessuno li abbia modificati.
Se penso che qualcuno controlli il mio robot?
- Spegnilo e staccalo dalla corrente. Poi, dal telefono, cambia la password dell’app con una nuova e mai usata.
- Togli gli utenti condivisi che non riconosci e, se l’app lo permette, scollega gli altri telefoni.
- Aggiorna app e robot prima di riaccenderlo.
- Segnala. In Svizzera all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS), con il modulo online, e se qualcuno ti minaccia alla polizia cantonale. In Italia alla Polizia Postale. Prima di cancellare qualcosa, fai le foto dello schermo dell’app.
Domande frequenti
Il robot aspirapolvere manda le foto di casa mia al produttore?
Dipende dal modello e dalle impostazioni. La mappa delle stanze di solito sta nel cloud del produttore. Le foto partono quando le guardi dall'app, quando attivi la foto degli ostacoli o quando accetti di condividere immagini per migliorare il prodotto. Il mio consiglio: apri le impostazioni sulla privacy dell'app e spegni le voci che caricano immagini e che non ti servono.
Posso usare il robot aspirapolvere senza Wi-Fi?
Molti modelli puliscono anche con il solo tasto sul robot, ma perdono le funzioni dell'app: mappa, stanze da pulire, programmazione. Il mio consiglio è chiedertelo già prima dell'acquisto: lo vuoi usare solo senza Internet? Se la risposta è sì, controlla sul manuale che il tuo modello lo permetta.
Un robot comprato in un negozio europeo è più sicuro?
Aiuta. Dal 1° agosto 2025, nell'Unione europea, gli apparecchi radio collegati a Internet messi in vendita per la prima volta devono rispettare requisiti minimi di sicurezza informatica, e in Svizzera vale una regola equivalente. Ma riguardano l'apparecchio, non i server del produttore: una password usata solo per l'app del robot e gli aggiornamenti restano necessari anche su un robot nuovo.
Tutte le fonti di questo articolo
- BSI, Saugroboter: usare un robot aspirapolvere in sicurezza, in tedesco (consultata il 03.11.2026): bsi.bund.de, Saugroboter
- MIT Technology Review, le foto dei Roomba finite su Facebook, in inglese (19.12.2022): technologyreview.com
- iRobot, annuncio dell’operazione con Picea, in inglese (14.12.2025): media.irobot.com
- ABC News, i robot Ecovacs comandati da estranei, in inglese (11.10.2024): abc.net.au/news
- Dennis Giese e Braelynn Luedtke, DEF CON 32, Reverse engineering and hacking Ecovacs robots, in inglese (11.08.2024): media.defcon.org (PDF)
- DJI, Security and Continuous Improvement: ROMO’s Path Forward, in inglese (06.03.2026): viewpoints.dji.com
- Semafor, robot vacuum hack reveals live video from 7,000 customers, in inglese (23.02.2026): semafor.com
- DJI Trust Center, controlli di sicurezza e privacy del ROMO, in inglese (consultata il 03.11.2026): dji.com/trust-center/romo
Il robot è uno degli apparecchi del giro della casa: gli altri sono nell’articolo microfoni e telecamere, stanza per stanza e nella guida alla casa intelligente. Se hai anche una telecamera venduta come «senza cloud», leggi cosa significa davvero «solo locale»: il caso eufy. Il controllo dell’app del robot richiede dieci minuti: fallo prima del prossimo giro di pulizie.