«Ho comprato un aspirapolvere, mica una telecamera.» È una frase che si sente spesso. Ed è vera a metà: molti robot aspirapolvere hanno una telecamera davanti, per evitare calzini e cavi. Lo stesso vale per la TV che riconosce cosa guardi, per l’altoparlante in cucina, per il campanello.

Non vendo panico: la maggior parte di questi apparecchi fa il suo lavoro e basta. Ma ognuno ha un microfono o un obiettivo, un’app, un account e un server da qualche parte. Andiamo stanza per stanza, e per ogni oggetto quattro cose: cosa sente o vede, dove vanno i dati, un caso vero, cosa controllare.

Ingresso: videocitofono e campanello con telecamera

Il campanello con telecamera vede chi entra ed esce da casa tua e a che ora, e spesso sente chi parla davanti alla porta. È l’apparecchio che sa più cose sulle tue abitudini.

  • Cosa sente o vede: la porta, il pianerottolo o il vialetto, a volte un pezzo di marciapiede; la voce di chi suona.
  • Dove vanno i dati: nell’app e quasi sempre nel cloud del produttore, cioè nei suoi computer. Anche l’anteprima della foto nella notifica sul telefono passa da lì.
  • Il caso vero: negli Stati Uniti l’autorità per la tutela dei consumatori (FTC) ha accusato Ring, l’azienda di campanelli e telecamere di Amazon, di non aver impedito a malintenzionati di entrare in circa 55’000 account di clienti, con password rubate altrove. Da lì hanno guardato video e dirette, e dagli altoparlanti delle telecamere hanno insultato bambini e anziani. Altro caso: le società che vendevano le telecamere eufy hanno pagato 450’000 dollari allo Stato di New York: parte del collegamento non era cifrato e chi aveva il link giusto poteva vedere una diretta senza password. Il caso Ring e cosa controllare sono nell’articolo chi può guardare i video del tuo campanello.
  • Cosa controllare: verifica in due passaggi sull’account, chi ha accesso condiviso, per quanto tempo si tengono i video, e che l’inquadratura non esca dalla tua proprietà (più sotto le regole in Svizzera e in Italia). Guarda anche se il produttore pubblica gli avvisi di sicurezza: Legrand, il gruppo di BTicino e Netatmo, ha una pagina pubblica con le falle trovate e corrette sui suoi prodotti. Un produttore che le pubblica è un buon segno.
FTC, Ring: dipendenti che spiavano i clienti e hacker non fermati (in inglese) Procuratrice generale di New York, accordo sulle telecamere eufy (in inglese) Legrand, avvisi di sicurezza su Legrand, BTicino e Netatmo (in inglese)

Soggiorno: la smart TV e l’altoparlante

Molte smart TV riconoscono cosa appare sullo schermo, anche quando guardi il decoder o un DVD, e lo mandano al produttore. La funzione si chiama riconoscimento automatico dei contenuti (in inglese ACR). Serve a suggerirti programmi e a vendere pubblicità mirata.

  • Cosa sente o vede: quello che passa sullo schermo; se il telecomando ha il tasto per i comandi vocali, la tua voce quando lo premi; alcune console, e alcune TV con una telecamera da collegare, vedono anche la stanza.
  • Dove vanno i dati: al produttore della TV e, secondo le sue condizioni, ai suoi partner pubblicitari.
  • Il caso vero: nel 2017 il produttore americano Vizio ha pagato 2,2 milioni di dollari negli Stati Uniti: 11 milioni di sue TV registravano secondo per secondo cosa veniva mostrato, anche da antenna, decoder e DVD. I dati, con età, sesso e reddito delle famiglie, venivano venduti per la pubblicità. Uno studio universitario del 2024 su TV di due grandi marche, provate nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ha visto che il riconoscimento funziona anche quando la TV è usata come semplice schermo, e che disattivarlo nelle impostazioni ferma davvero l’invio dei dati. Come spegnerlo lo trovi nell’articolo sulla TV che sa cosa guardi.
  • Cosa controllare: nelle impostazioni della privacy della TV, la voce sul riconoscimento dei contenuti o sulle «informazioni di visualizzazione» (il nome cambia da marca a marca) e i consensi per la pubblicità. Se usi la TV solo con un box o una console, valuta di non collegarla a Internet.
FTC, Vizio e i dati di visione di 11 milioni di TV (in inglese) Anselmi e altri, Watching TV with the Second-Party, studio sul riconoscimento dei contenuti nelle smart TV (in inglese)

Cucina: l’assistente vocale, con o senza schermo

L’assistente vocale è in ascolto della sua parola di attivazione; dopo, registra la tua richiesta e la manda su Internet. Molti di quelli con lo schermo hanno anche una telecamera.

  • Cosa sente o vede: le richieste che gli fai, e a volte frasi dette per sbaglio quando crede di aver sentito il suo nome; con lo schermo, la cucina.
  • Dove vanno i dati: nel cloud dell’azienda, con la cronologia delle richieste, che resta finché non la cancelli o finché non scatta la cancellazione automatica, se l’hai attivata.
  • Il caso vero: nel 2023 la FTC e il Dipartimento di Giustizia americano hanno chiesto ad Amazon 25 milioni di dollari per Alexa: secondo l’accusa le registrazioni vocali dei bambini venivano tenute a tempo indeterminato, e anche quando i genitori chiedevano di cancellarle, le trascrizioni di cosa avevano detto restavano in alcuni archivi. Come vedere e cancellare le registrazioni lo spiego nell’articolo su Alexa e le voci dei bambini.
  • Cosa controllare: il Garante della privacy italiano consiglia di cancellare regolarmente la cronologia, di spegnere microfono o telecamera quando non servono (molti hanno un tasto apposta), e di disattivare acquisti e messaggi vocali o chiedere una password prima di eseguirli.
FTC, Amazon e le registrazioni di Alexa dei bambini (in inglese) Garante privacy, Assistenti digitali: i consigli del Garante

Camera da letto: la regola più semplice

Nessuna telecamera nella camera da letto degli adulti, in bagno o dove ci si cambia. L’unica eccezione sensata è il baby monitor, puntato sulla culla e spento quando il bambino non c’è. È il consiglio che dà anche la Polizia Postale, e avrebbe limitato i casi peggiori. In Svizzera, poi, è reato anche riprendere senza consenso fatti della sfera privata che non tutti possono osservare.

  • Cosa sente o vede: qui di solito ci sono il telefono, lo smartwatch, a volte un assistente sul comodino o una TV. Le telecamere interne ci finiscono quando si sposta un mobile o si cambia stanza al baby monitor.
  • Dove vanno i dati: come nelle altre stanze, nel cloud del produttore. È proprio lì che il problema diventa grave.
  • Il caso vero: nel caso Ring, secondo la FTC, un dipendente ha guardato per mesi migliaia di video di clienti donne, da telecamere in bagni e camere da letto; è stato fermato solo quando un collega se n’è accorto. In Italia, con l’operazione «Rear Window» del 2022, la Polizia Postale ha scoperto due gruppi (10 perquisizioni in tutta Italia) che entravano nei videoregistratori delle case e cercavano proprio le telecamere puntate su bagni e camere, per poi vendere gli accessi.
  • Cosa controllare: sposta o spegni ogni telecamera che inquadra il letto, il bagno o la zona dove ci si cambia.

Il consiglio della Polizia Postale: «orientare le telecamere in modo da non inquadrare bagni, camere da letto e altri ambienti “sensibili” per l’intimità delle persone».

↳ Fonte: Polizia Postale, operazione Rear Window[commissariatodips.it]

Cameretta: baby monitor e giocattoli che parlano

Il baby monitor Wi-Fi vede e sente tuo figlio, e spesso manda immagini e avvisi su Internet anche quando lo guardi solo dal telefono di casa. È l’oggetto su cui vale la pena spendere i minuti in più.

  • Cosa sente o vede: il bambino, la stanza, chi entra; molti hanno anche un altoparlante per parlare.
  • Dove vanno i dati: nel cloud di chi fa funzionare l’app, che spesso non è la marca scritta sulla scatola. Tante marche diverse usano la stessa piattaforma, cioè lo stesso servizio in Internet.
  • Il caso vero: a maggio 2026 un ricercatore, Sammy Azdoufal, ha pubblicato le falle della piattaforma dell’azienda cinese Meari: tra l’altro, le immagini scattate quando la telecamera rileva un movimento erano raggiungibili da chi aveva il link, senza password. Secondo Consumer Reports, l’associazione di consumatori americana, i dispositivi coinvolti potrebbero essere fino a 1,1 milioni nel mondo, venduti anche su Amazon con marchi come Arenti, Anran, Boifun e ieGeek. Secondo il ricercatore, l’app della stessa Meari si chiama CloudEdge e i marchi che usano la piattaforma sono più di 300. Come capire se ti riguarda lo trovi nell’articolo sull’app CloudEdge.
  • Cosa controllare: come si chiama l’app che usi; se il produttore pubblica aggiornamenti, e se il tuo baby monitor li riceve ancora (per i dispositivi Meari, Consumer Reports indica il firmware 3.0.0 o successivo); password lunga e unica. Per i giocattoli che parlano valgono domande simili, che trovi nell’articolo sul caso Bondu. Per i profili dei bambini il Garante suggerisce un nome di fantasia.
CVE.org, scheda della falla Meari CVE-2026-33359 (in inglese) Consumer Reports, la falla dei baby monitor Meari (in inglese) Sammy Azdoufal, pubblicazione della ricerca su Meari (in inglese)

Il robot aspirapolvere

Un robot aspirapolvere moderno disegna la mappa della casa, e molti hanno una telecamera frontale; alcuni anche microfono e altoparlante. È quello che nessuno pensa di dover proteggere.

  • Cosa sente o vede: il pavimento e tutto quello che c’è ad altezza di caviglia, cioè anche le persone; la pianta delle stanze.
  • Dove vanno i dati: mappa e comandi nel cloud del produttore. Le immagini, a seconda del modello e delle impostazioni, possono servire anche ad «allenare» il riconoscimento degli oggetti.
  • Il caso vero: nel 2022 la rivista MIT Technology Review ha ottenuto 15 immagini scattate da robot Roomba, fra cui una donna seduta sul water e un bambino di 8 o 9 anni, in case di Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania e Spagna. Erano robot di sviluppo, dati a collaboratori che avevano firmato un consenso, non quelli in vendita, secondo iRobot. Ma le immagini, condivise per addestrare l’intelligenza artificiale, sono finite in gruppi chiusi su Facebook postate da lavoratori pagati per etichettarle in Venezuela. Nel 2024, negli Stati Uniti, sconosciuti hanno preso il comando di robot Ecovacs Deebot X2: a uno, in Minnesota, hanno fatto urlare insulti razzisti davanti al figlio di 13 anni del proprietario. Ecovacs ha parlato di password rubate altrove e riusate. I ricercatori hanno però trovato che il codice PIN che proteggeva la telecamera veniva controllato solo dall’app.
  • Cosa controllare: password unica per l’app, aggiornamenti, e nelle impostazioni della privacy dell’app se le immagini vengono condivise «per migliorare il prodotto». L’ufficio federale tedesco per la sicurezza informatica (BSI) consiglia di metterlo su una rete separata e di spegnerlo e staccarlo quando sei via a lungo.
MIT Technology Review, le foto dei Roomba finite su Facebook (in inglese) ABC News, i robot Ecovacs comandati da estranei (in inglese) BSI, usare un robot aspirapolvere in sicurezza (in tedesco)

Giardino e telecamere esterne

La telecamera esterna protegge la casa, ma se inquadra la strada o il giardino del vicino filma persone che non hanno scelto di esserlo. E se ha il microfono acceso e registra le conversazioni dei passanti o dei vicini, in Svizzera può diventare un reato.

  • Cosa sente o vede: il vialetto, l’ingresso, il giardino; spesso, senza volerlo, la strada, la piscina o la casa accanto.
  • Dove vanno i dati: nel cloud del produttore o in un videoregistratore in casa. Se è raggiungibile da Internet senza password, li vede chiunque.
  • Il caso vero: a luglio 2026 la SRF ha trovato in Svizzera circa 75 telecamere le cui immagini erano sempre visibili su Internet, senza dover aggirare nulla: vialetti, ingressi, giardini, piscine, a volte con le case vicine. Circa la metà, secondo la SRF, in una zona giuridicamente delicata.
  • Cosa controllare: in Svizzera l’Incaricato federale della protezione dei dati (IFPDT) chiede di limitare le riprese alla propria proprietà, escludendo fondi vicini e luoghi pubblici, di mettere un cartello ben visibile e di tenere le immagini solo il tempo necessario, di solito 24 ore. In Italia il Garante chiede di limitarsi agli spazi di propria esclusiva pertinenza: niente scale, pianerottoli, cortili comuni, niente aree pubbliche. Il microfono, fuori, spegnilo: anche l’IFPDT consiglia di verificare se si può disattivare.
SRF, webcam private visibili in diretta su Internet (in tedesco) IFPDT, videosorveglianza da parte di persone private Garante privacy, FAQ sulla videosorveglianza (domande 10 e 12)

Studio e ufficio in casa

Il computer ha una webcam e un microfono, e nello studio c’è spesso l’apparecchio con le foto di famiglia o i documenti dell’ufficio: il disco di rete (NAS). Per chi lavora da casa è anche il posto dei dati dei clienti.

  • Cosa sente o vede: la webcam e il microfono del portatile vedono e sentono chi è davanti; il NAS non vede niente, ma custodisce tutto.
  • Dove vanno i dati: di norma restano in casa. Il rischio nasce quando qualcuno, per comodità, rende il NAS raggiungibile da fuori.
  • Il caso vero: nel 2024 l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha raccontato il caso di un privato in Svizzera: il disco di rete era stato reso raggiungibile da Internet con un inoltro delle porte sul router (un’impostazione che apre un passaggio dall’esterno verso un apparecchio di casa). I criminali hanno sfruttato una falla, sono entrati e hanno cifrato le foto di famiglia chiedendo un riscatto. La vittima non ha pagato e ha denunciato, ma le foto sono rimaste illeggibili.
  • Cosa controllare: aggiornamenti del NAS, nessun inoltro delle porte se non serve davvero, una copia delle foto anche fuori dal NAS. Per la webcam basta un copriobiettivo scorrevole, che costa pochi franchi o euro.
UFCS, retrospettiva settimana 5/2024: foto di famiglia cifrate su un NAS

Il router: la porta da cui passa tutto

Ogni apparecchio di questo articolo parla con Internet attraverso il router. Se il router lascia entrare da fuori, tutto il resto è più esposto.

  • Cosa sente o vede: niente, ma vede passare tutto.
  • Dove vanno i dati: è la porta di casa verso Internet.
  • Il caso vero: l’UFCS ricorda che esistono motori di ricerca, come Shodan, che trovano gli apparecchi collegati a Internet e il software che usano: chiunque può cercare webcam, TV e stampanti lasciate raggiungibili. Le 75 telecamere svizzere della SRF sono state trovate con un motore di ricerca di questo tipo.
  • Cosa controllare: la password del router e quella del Wi-Fi non sono più quelle sull’etichetta; nessuna webcam, TV o stampante raggiungibile da Internet se non serve (raccomandazione dell’UFCS); se il router lo permette, una rete separata (spesso chiamata rete ospiti) per TV, robot, telecamere e assistenti.
UFCS, Ciberdritta: le precauzioni da prendere con l'Internet delle cose

La checklist da 15 minuti

Dieci passi, con il telefono in mano e le app degli apparecchi aperte. Se un passo non lo sai fare, segnalo e chiedi a un familiare o all’installatore: non serve farli tutti oggi, serve farli.

  1. Password di fabbrica (2 minuti). Ogni apparecchio e ogni app con la password che c’era sulla scatola o sull’etichetta: cambiala con una tua, lunga e mai usata altrove. L’UFCS indica almeno 12 caratteri. Se usi la stessa password per l’app del robot e per altri servizi, cambiala per prima: gli attacchi agli account Ring sono partiti da password rubate altrove; Ecovacs dice lo stesso dei suoi robot. Se vuoi sapere se la tua email è finita in una fuga di dati, controlla gratis su passwordrubata.com.
  2. Verifica in due passaggi sull’app (2 minuti). Nell’app del videocitofono, delle telecamere, del robot e dell’assistente vocale cerca la verifica in due passaggi: oltre alla password, un codice sul telefono. Se c’è, accendila. Quale scegliere lo spiego qui.
  3. Aggiornamenti (1 minuto). Aggiornamenti automatici accesi su app, apparecchi e router, dove l’opzione esiste.
  4. Chi ha accesso condiviso (2 minuti). Nelle app guarda gli utenti e i dispositivi autorizzati: l’ex coinquilino, il vecchio tecnico, il telefono che non hai più. Toglili.
  5. Microfono e cronologia vocale (2 minuti). Nell’app dell’assistente cancella la cronologia delle registrazioni e attiva la cancellazione automatica, se c’è. Sull’apparecchio, il tasto del microfono spento quando non serve.
  6. Riconoscimento dei contenuti della TV (2 minuti). Nelle impostazioni della privacy della TV, spegni il riconoscimento dei contenuti e i consensi pubblicitari che non ti servono.
  7. Telecamere interne quando sei in casa (1 minuto). Spente, girate verso il muro o coperte. Nessuna nella camera da letto degli adulti, in bagno o dove ci si cambia; il baby monitor solo sulla culla.
  8. Apparecchi vecchi senza aggiornamenti (1 minuto). Se il produttore non aggiorna più un baby monitor o una telecamera, prima o poi va sostituito. Nel frattempo tienilo staccato da Internet o spento. Quando compri, chiedi per quanti anni arriveranno gli aggiornamenti: è la domanda che suggerisce anche il BSI tedesco.
  9. Rete separata (1 minuto per vedere se c’è). Apri l’app o la pagina del router e cerca la rete ospiti: se c’è, sposta lì TV, robot, telecamere e assistenti, così un apparecchio debole non arriva ai computer di casa. Se non sai come, è un buon motivo per chiamare il fornitore di Internet. Se dopo lo spostamento l’app non trova più l’apparecchio, è normale: chiedi al fornitore come configurarla.
  10. Prima di vendere, regalare o buttare (1 minuto per segnarlo). Togli l’apparecchio dal tuo account nell’app, poi fai il ripristino di fabbrica. Il Garante consiglia anche di chiedere al produttore di cancellare i dati che conserva lui.

Dove segnalare se qualcosa non torna

Se pensi che qualcuno guardi le tue telecamere o comandi i tuoi apparecchi, prima spegni e cambia la password, poi segnala.

  1. Stacca l’apparecchio dalla presa o dal Wi-Fi, cambia la password dell’app da un altro telefono o computer, e attiva la verifica in due passaggi.
  2. In Svizzera: segnala all’UFCS con il modulo online (scrivi cosa hai visto, quando, e quale apparecchio). Se qualcuno ti ha minacciato, ha parlato ai tuoi figli o ha diffuso immagini, vai dalla polizia cantonale. Per i dati personali trattati male da un’azienda c’è l’IFPDT.
  3. In Italia: segnala alla Polizia Postale e, per i dati trattati male da un’azienda, al Garante della privacy.
  4. Avvisa il produttore dall’assistenza nell’app: deve sapere che un account è stato usato da altri.

Domande frequenti

L'assistente vocale mi ascolta sempre?

È sempre in ascolto della sua parola di attivazione, e solo dopo registra e manda la richiesta su Internet. A volte si attiva per sbaglio, per una parola simile. Per questo conviene cancellare ogni tanto la cronologia, scegliere una parola di attivazione poco comune, come suggerisce il Garante, e premere il tasto del microfono quando parli di cose private.

Posso mettere una telecamera per vedere cosa fa la badante o la babysitter?

In Italia, secondo il Garante, le telecamere di casa per la sicurezza sono ammesse, ma chi lavora da te deve esserne informato, prima, e il bagno resta escluso. Per controllarne apposta il lavoro, chiedi a un consulente del lavoro. In Svizzera la pagina dell'IFPDT non parla di lavoro domestico, ma chi assume in casa deve proteggere la personalità di chi lavora: niente riprese continue della persona, e registrare o anche solo ascoltare in diretta dall'app le sue conversazioni senza consenso è un reato.

Conviene staccare tutto da Internet?

Non serve. Molte funzioni utili, come vedere chi suona quando sei fuori, richiedono Internet. Ha senso staccare quello che non usi da fuori: una TV usata solo con il decoder, una telecamera che guardi solo in casa, un apparecchio che non riceve più aggiornamenti. Per il resto bastano password unica, verifica in due passaggi e aggiornamenti.

Un baby monitor senza Wi-Fi è più sicuro?

Di solito sì per la privacy: quelli che collegano direttamente il trasmettitore al ricevitore, senza app né cloud, non mandano immagini su Internet. Meglio un modello digitale: i vecchi analogici si possono captare con un ricevitore nelle vicinanze. Rinunci a guardarlo dal telefono quando sei fuori casa. Se scegli un modello Wi-Fi, guarda come si chiama l'app, se il produttore pubblica aggiornamenti e se puoi cancellare le immagini salvate.

Questo è l’articolo principale della serie «Microfoni e telecamere in casa». Gli altri entrano nei singoli casi: i baby monitor e l’app CloudEdge, Ring e chi può guardare i tuoi video, Alexa e le registrazioni dei bambini, la TV che riconosce cosa guardi. Dei robot aspirapolvere parleremo più avanti. Se hai una casa domotica, leggi anche cosa chiedere all’installatore dopo l’attacco a Loxone.

Stasera, prima di accendere la TV, prenditi quei quindici minuti: le app sono già sul tuo telefono.