“Mi ha condiviso un file il fornitore con cui lavoro da anni: lo apro.” È il gesto più normale in un ufficio. Ed è per questo che la finta condivisione di file funziona così bene, soprattutto quando il mittente è vero.

Come funziona la finta condivisione di file?

Una notifica “ti hanno condiviso un documento” porta a una pagina che chiede di accedere. Il percorso:

  1. arriva un’email che imita la notifica di Dropbox, OneDrive o SharePoint, con il nome di chi condivide e un pulsante “Apri”;
  2. il pulsante porta a una pagina che sembra quella del servizio e chiede di accedere per vedere il documento;
  3. inserisci email e password: le hai consegnate.

Nella versione del 2020 la pagina scaricava direttamente un programma malevolo. Oggi più spesso ruba la password della posta aziendale, che vale di più.

Cos’è il phishing a catena?

È quando la tua casella, una volta violata, manda la stessa trappola a tutti i tuoi contatti. L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) lo ha descritto su Microsoft 365: un dipendente riceve da un collega o da un partner un link a un documento su OneDrive o SharePoint, inserisce la password su una falsa pagina di Microsoft, e da quel momento gli attaccanti usano la sua casella per scrivere a colleghi, clienti e fornitori. Che si fidano, perché il mittente è vero.

Un singolo attacco di phishing riuscito può avere conseguenze di vasta portata e compromettere numerosi altri account. L’UFCS consiglia di non inserire dati in moduli aperti da link nelle email, di attivare l’autenticazione a due fattori e di controllare filtri e regole di inoltro della posta.

↳ Fonte: UFCS, settimana 11[bacs.admin.ch]

Come riconosco una finta condivisione?

Da dove ti porta e da cosa ti chiede.

  • Ti chiede di accedere di nuovo per vedere un documento, quando sei già collegato al servizio.
  • L’indirizzo della pagina non è quello del servizio (dropbox.com, onedrive.live.com, il dominio SharePoint della tua azienda o del mittente).
  • Il documento non era annunciato: nessuno ti aveva detto che te lo avrebbe mandato.
  • Il testo è generico: “documento importante”, “fattura”, “proposta”, senza riferimenti al vostro lavoro.

Il Metodo 3V applicato al documento condiviso

Tre domande prima di cliccare “Apri”. È il Metodo 3V del libro «Sicurezza informatica per professionisti», spiegato nella guida al social engineering.

Cosa chiedertiNel documento condiviso
VerificaChi me lo manda è davvero chi dice di essere?Chiedi con una telefonata o un messaggio: “Mi hai condiviso un file adesso?”.
ValidazioneAnche se fosse lui, la richiesta ha senso?Un documento che ti chiede di rifare l’accesso con email e password?
Velocità controllataChi mi mette fretta, e perché?”Il link scade oggi”: un documento vero si può riaprire domani.

Cosa fare se hai inserito la password

  1. Cambia subito la password della posta dal sito o dall’app ufficiale.
  2. Esci da tutte le sessioni e attiva la verifica in due passaggi.
  3. Controlla le regole della posta: chi entra spesso crea un inoltro o una regola che nasconde le risposte.
  4. Avvisa i tuoi contatti: dalla tua casella potrebbero essere partite altre finte condivisioni.
  5. In azienda, avvisa subito chi gestisce l’informatica.

Segnala il messaggio: in Svizzera all’Ufficio federale della cibersicurezza UFCS, in Italia alla Polizia Postale. Se hai un dubbio su un link, controllalo su sito-ok.com senza aprirlo.

Domande frequenti

Ho ricevuto un'email che dice che mi hanno condiviso un documento: è vera?

Può esserlo, ma non aprirla dal link. Entra tu nel servizio (Dropbox, OneDrive o SharePoint) e guarda nella sezione dei file condivisi: se il documento c'è, lo trovi lì. Se il link ti chiede di accedere di nuovo con email e password, trattalo come phishing.

Il documento arriva da un collega vero: posso aprirlo?

Non per forza. Nel phishing a catena descritto dall'UFCS, le email partono proprio da caselle vere ma violate. Se il documento non era annunciato, chiedi conferma al collega con una telefonata o un messaggio prima di aprirlo.

Ho inserito la password su una finta pagina di OneDrive: cosa faccio?

Cambia subito la password dal sito ufficiale, esci da tutte le sessioni, attiva la verifica in due passaggi e controlla le regole di inoltro della posta. Poi avvisa i tuoi contatti e, se è un account aziendale, chi gestisce l'informatica.

La stessa pagina di accesso falsa la mostro in Phishing #1, Outlook.