“Ogni anno dicono che è l’anno peggiore.” È vero solo in parte. Il 2025 ha portato un dato che nessuno si aspettava: in Svizzera i reati digitali denunciati sono diminuiti. Ma dentro quel totale c’è un numero che sale, e riguarda proprio le persone e le piccole aziende.

Ho letto i rapporti ufficiali usciti fra dicembre 2025 e marzo 2026. Qui trovi solo numeri con la fonte e l’anno, prima la Svizzera e poi l’Italia, e alla fine cosa fare.

Quante segnalazioni ha ricevuto l’UFCS nel 2025?

64’733 segnalazioni volontarie, un lieve aumento rispetto alle 62’954 del 2024. Sono le segnalazioni che privati, aziende e enti mandano di loro iniziativa all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS): 35’727 nel primo semestre e 29’006 nel secondo. La categoria più segnalata resta la truffa, seguita da phishing e spam.

Nel 2025 le segnalazioni volontarie sono state 64’733 contro le 62’954 dell’anno precedente. Nel secondo semestre la truffa è il fenomeno più diffuso (15’090 segnalazioni), seguita da phishing (6’299) e spam (4’284).

↳ Fonte: UFCS, rapporto semestrale 2025/II[bacs.admin.ch]

Un fenomeno è calato molto: le telefonate minatorie a nome di false autorità (il finto poliziotto, il finto ufficio federale), che dominavano dal 2023: il calo era già evidente nel primo semestre e nel secondo le segnalazioni sono scese a 5’941, dalle 8’173 del semestre precedente. Sono invece cresciute le pubblicità di investimenti fasulle e i negozi online fraudolenti (824 segnalazioni nel secondo semestre, 266 in più del primo).

UFCS, rapporto semestrale 2025/I

Cosa è cambiato con l’obbligo di segnalare i ciberattacchi?

Dal 1° aprile 2025 i gestori di infrastrutture critiche devono segnalare all’UFCS i ciberattacchi entro 24 ore. Riguarda per esempio l’approvvigionamento di energia e acqua, le imprese di trasporto e le amministrazioni cantonali e comunali. Se all’inizio mancano informazioni, ci sono 14 giorni per completare la segnalazione.

UFCS, informazioni sull'obbligo di segnalare

Nel secondo semestre 2025 l’UFCS ha trattato 145 ciberincidenti soggetti all’obbligo. I settori più toccati: settore pubblico (25%), informatica e telecomunicazioni (18%), finanza e assicurazioni (15,7%). Le modalità più frequenti: accesso non autorizzato ai sistemi, furto di credenziali e attacchi che bloccano i servizi (DDoS). Il ransomware compare in circa il 7% dei casi.

UFCS, rapporto semestrale 2025/II

Attenzione a un dettaglio: il rapporto analizza le notifiche obbligatorie solo dal secondo semestre, quindi per aprile-giugno 2025 non c’è un numero pubblicato a parte. E le notifiche obbligatorie non si sommano a quelle volontarie: sono due conteggi diversi.

I reati digitali in Svizzera sono aumentati o diminuiti?

Sono diminuiti: 57’761 reati con una componente digitale, il 2,2% in meno del 2024. È il primo calo da quando l’Ufficio federale di statistica (UST) pubblica questa serie, nel 2020. Il 94% circa è cibercriminalità economica: truffe, phishing, abuso di carte e di identità altrui.

Nel 2025 la polizia ha registrato 57’761 reati con modus operandi digitale, il 2% in meno rispetto al 2024; la cibercriminalità economica ne rappresenta 54’247. Le persone danneggiate sono 36’572, l’81,2% vittime di truffe online.

↳ Fonte: UST, statistica criminale di polizia 2025 (comunicato)[admin.ch]

Il calo però non è uniforme. Il phishing denunciato è salito del 24,9% (da 5’930 a 7’409 reati), mentre sono scesi l’abuso di sistemi di pagamento o di identità altrui (meno 6,2%) e la merce pagata e mai consegnata sulle piattaforme di annunci (meno 14,3%).

UST, criminalità digitale (tabelle 2020-2025)

Dal comunicato dell’UST due dettagli utili per le famiglie: per le truffe sugli investimenti, le false richieste di aiuto e il romance scam, la fascia più colpita è quella oltre i 60 anni. E nella sextortion quasi un terzo delle vittime (31,5%) era minorenne.

I numeri svizzeri del 2025 in una tabella

Indicatore20242025VariazioneFonte
Segnalazioni volontarie all’UFCS62’95464’733+2,8%UFCS
Segnalazioni obbligatorie (infrastrutture critiche)non previste145 (solo 2° semestre)nuova serieUFCS
Reati digitali registrati dalla polizia59’03457’761−2,2%UST
di cui phishing5’9307’409+24,9%UST
di cui truffa online42’50539’754−6,5%UST
di cui intrusione con credenziali altrui1’1641’124−3,4%UST
di cui truffa del CEO / BEC504560+11,1%UST
di cui truffa negli investimenti online2’9742’854−4,0%UST
Reati digitali chiariti (tasso di chiarimento)18,6%17,6%−1 puntoUST

Fonti: UFCS, rapporti semestrali 2025/I e 2025/II; UST, statistica criminale di polizia (SCP), serie della criminalità digitale 2020-2025. Le variazioni percentuali sono calcolate sui valori pubblicati.

E in Italia, cosa dicono i dati del 2025?

La Polizia Postale ha trattato 51’560 casi nel 2025, con somme sottratte superiori a 269 milioni di euro nel solo cybercrime economico-finanziario (27’085 procedimenti). Il portale del Commissariato di P.S. online ha raccolto oltre 32’000 segnalazioni di phishing e più di 30’000 segnalazioni di attacchi informatici. I dati sono consolidati al 21 dicembre 2025.

Le principali modalità di truffa avvengono attraverso campagne di phishing, anche nelle varianti vishing (telefonate) e smishing (SMS), rivolte a persone fisiche, PMI e grandi società, con messaggi che sembrano arrivare da ministeri, enti pubblici o banche.

↳ Fonte: Polizia Postale, report annuale 2025[commissariatodips.it]

Sugli attacchi gravi, il Rapporto Clusit 2026 conta nel mondo 5’265 incidenti noti nel 2025, il 48,7% in più del 2024: la crescita annuale più alta che abbia mai registrato. Quelli contro realtà italiane sono 507, il 42% in più dei 357 del 2024, pari al 9,6% del totale mondiale. In Italia la tecnica più usata è il DDoS (38,5%), legata secondo Clusit alla forte crescita degli attacchi di attivisti e degli incidenti contro la pubblica amministrazione, e gli incidenti basati su phishing e ingegneria sociale passano da 38 a 63. Clusit lo collega all’intelligenza artificiale, che rende email e messaggi, anche vocali, molto più credibili.

Rapporto Clusit 2026 sulla Cybersecurity in Italia e nel mondo

Quali sono state le tre minacce dominanti del 2025?

Truffe e phishing per tutti, ransomware per le organizzazioni, e l’intelligenza artificiale che rende più credibili le truffe di sempre. Le fonti ufficiali di entrambi i paesi convergono su questi tre fronti.

1. Phishing che si adatta alla Svizzera, anche via SMS

L’UFCS descrive varianti di phishing costruite sul contesto svizzero, come i programmi fedeltà, e il doppio phishing: dopo un primo inganno riuscito, i criminali richiamano la vittima fingendosi la banca o il supporto. Novità dell’estate 2025: gli SMS blaster, piccole antenne portatili che si fingono un’antenna del tuo operatore, portano il telefono sulla vecchia rete 2G e inviano SMS falsi a chi si trova entro circa un chilometro, aggirando i filtri degli operatori. In Romandia sono arrivati così SMS di false multe per divieto di sosta con un link a una pagina di pagamento finta.

UFCS, settimana 36: SMS blaster

2. Ransomware: le porte lasciate aperte

L’UFCS ha registrato 57 casi di ransomware nel primo semestre 2025 e 79 nel secondo. L’aumento del secondo semestre dipende in parte da un nuovo modo di contare (ora entrano anche le notifiche obbligatorie e i casi noti tramite partner): le segnalazioni volontarie sono rimaste stabili. Il gruppo più attivo in Svizzera è stato Akira, passato da 7 a 26 attacchi noti all’UFCS. È entrato soprattutto da firewall e dispositivi di accesso remoto con una falla scoperta nell’agosto 2024, per la quale l’aggiornamento esisteva già: molte organizzazioni non avevano applicato fino in fondo le misure correttive raccomandate, e dati di accesso ancora validi hanno dato ai criminali un primo ingresso con ampi diritti.

UFCS, rapporto semestrale 2025/II

Il caso che ha fatto più notizia in Svizzera: la fondazione Radix, un’organizzazione senza scopo di lucro di promozione della salute, ha subito un ransomware e i dati rubati sono finiti sul darknet. Fra i clienti di Radix c’erano diverse unità dell’Amministrazione federale, quindi anche dati della Confederazione erano coinvolti, pur senza che gli autori avessero accesso ai sistemi federali. È la lezione del fornitore: i tuoi dati sono al sicuro quanto lo è chi li custodisce per te.

UFCS, ciberattacco contro la fondazione Radix

3. Truffe con l’intelligenza artificiale: voci, video e investimenti

In Italia, a febbraio 2025, diversi imprenditori molto noti sono stati chiamati da finti collaboratori del ministro della Difesa Guido Crosetto, in alcuni casi con la voce clonata da un software di intelligenza artificiale e con numeri di telefono falsificati. Il pretesto: pagare in segreto il riscatto di giornalisti rapiti in Medio Oriente. Secondo la stampa, una vittima ha versato circa un milione di euro in due bonifici; la Procura di Milano ha aperto un’indagine.

Il Giorno

La Polizia Postale conferma la tendenza nel suo report: deepfake di personaggi famosi per sponsorizzare falsi investimenti sui social, e una truffa del CEO che si evolve con la voce e le movenze ricreate del dirigente. In Svizzera le truffe negli investimenti online sono quelle con i danni più alti fra le segnalazioni all’UFCS (418 nel primo semestre, 430 nel secondo), e le truffe del CEO hanno toccato il record di 605 segnalazioni in sei mesi, con Comuni, scuole e parrocchie fra i bersagli preferiti.

UFCS, rapporto semestrale 2025/I

Cosa dice lo studio sulle PMI svizzere del 2025?

Le PMI si sentono meno protette e danno meno priorità alla sicurezza. Solo il 42% ritiene la propria protezione sufficiente in caso di attacco (era il 55% nel 2024) e il 28% dice che la cibersicurezza non è più una priorità (era il 18%). Il 4% dichiara di essere stato vittima di un ciberattacco, come l’anno prima.

Sulle misure concrete: l’87% fa il backup, ma solo il 61% controlla che il ripristino funzioni. La verifica in due passaggi è usata dal 53%, un piano d’emergenza ce l’ha il 30%.

Marc K. Peter, Martina Dalla Vecchia, Katja Dörlemann, Kristof A. Hertig, Andreas W. Kaelin, Manuel Kugler, Karin Mändli Lerch & Simon B. Seebeck (2025): PMI Cyber sicurezza 2025: Sicurezza IT nelle PMI svizzere e nelle società di servizi IT (www.cyberstudie.ch).

↳ Fonte: Studio PMI Cyber sicurezza 2025[cyberstudie.ch]

Non esiste invece un dato ufficiale su “quanti attacchi colpiscono le PMI”: nessuna fonte pubblica, né svizzera né italiana, classifica le vittime per dimensione dell’azienda. Se lo leggi da qualche parte, chiedi la fonte.

Cosa è cambiato davvero rispetto al 2024?

Più segnalazioni, meno denunce, attaccanti più vicini e più credibili.

  • Le autorità vedono di più: con l’obbligo di segnalazione, per la prima volta l’UFCS analizza in modo strutturato gli attacchi alle infrastrutture critiche.
  • Il phishing è l’unica grande voce in forte crescita fra i reati digitali svizzeri, mentre il totale scende.
  • Gli attaccanti si avvicinano fisicamente: gli SMS blaster richiedono qualcuno che giri per le città con un’antenna nello zaino.
  • Gli aggiornamenti a metà non bastano: il caso Akira mostra che, se le misure correttive non si applicano fino in fondo, dati di accesso rubati possono restare validi e lasciare la porta aperta.
  • In Italia crescono gli attacchi di attivisti (DDoS contro siti pubblici) secondo Clusit, e la Polizia Postale descrive un cybercrime finanziario sempre più organizzato.

Il Metodo 3V applicato alle minacce del 2025

Le tre domande funzionano contro tutte e tre le minacce dell’anno. È il Metodo 3V del libro «Sicurezza informatica per professionisti», spiegato nella guida al social engineering.

Cosa chiedertiNei casi del 2025
VerificaChi mi contatta è davvero chi dice di essere?La “multa” via SMS, la voce del ministro, la banca che richiama: verifichi sul sito o al numero che conosci già, mai dal link o dal numero del messaggio.
ValidazioneAnche se fosse lui, la richiesta ha senso?Un ministero non chiede bonifici riservati a un privato; un fornitore che custodisce i tuoi dati deve dirti come li protegge; un rendimento garantito non esiste.
Velocità controllataChi mi mette fretta, e perché?”Paga entro oggi”, “operazione segreta e urgente”, “ultima occasione”: la fretta serve a non farti fare la verifica.

Cosa fare oggi

  1. Attiva la verifica in due passaggi su email, banca, social e accessi remoti dell’azienda. Se hai dubbi su quale scegliere, leggi SMS, app o chiave fisica.
  2. Aggiorna fino in fondo: dopo una correzione di sicurezza su un dispositivo esposto a Internet (firewall, accesso remoto), cambia anche le password, come insegna il caso Akira.
  3. Fai un backup e prova a ripristinarlo: è la differenza fra un ransomware fastidioso e uno che ferma tutto. La procedura è nella guida al ransomware.
  4. Non pagare mai da un link ricevuto via SMS: multe, pacchi e rimborsi si controllano sul sito ufficiale, digitato a mano. Se hai un dubbio su un indirizzo, controllalo su sito-ok.com.
  5. Una regola per i soldi: nessun bonifico urgente o riservato senza richiamare la persona su un numero che conosci già. In famiglia, una parola d’ordine detta solo a voce.
  6. Segnala: in Svizzera all’UFCS e, se c’è un danno, alla polizia cantonale; in Italia alla Polizia Postale. Ogni segnalazione entra nei numeri dell’anno dopo e aiuta ad avvisare gli altri.

Domande frequenti

Nel 2025 gli attacchi informatici in Svizzera sono aumentati o diminuiti?

Dipende da cosa conti. Le segnalazioni volontarie all'UFCS sono salite leggermente, da 62'954 a 64'733. I reati digitali denunciati alla polizia sono scesi del 2,2%, a 57'761, il primo calo dal 2020. Ma il phishing denunciato è cresciuto del 24,9%. Le aziende denunciano poco, quindi meno denunce non significa per forza meno attacchi.

Cos'è l'obbligo di segnalazione dei ciberattacchi in Svizzera e riguarda anche me?

Dal 1° aprile 2025 i gestori di infrastrutture critiche, per esempio energia, acqua, trasporti e amministrazioni pubbliche, devono segnalare i ciberattacchi all'UFCS entro 24 ore. Una famiglia o una PMI qualunque non è obbligata, ma può e conviene segnalare volontariamente su report.ncsc.admin.ch.

Quali sono state le truffe più diffuse del 2025?

In Svizzera la truffa è la categoria più segnalata all'UFCS, con le false chiamate di autorità in calo e i falsi investimenti e i negozi online fraudolenti in crescita. In entrambi i paesi il phishing via email, SMS e telefono resta la via principale. Fra le novità: gli SMS blaster con false multe in Svizzera; in Italia ha fatto notizia la truffa con la voce clonata di un ministro.

Quanti attacchi colpiscono le piccole e medie imprese?

Nessuna fonte ufficiale lo dice: né l'UFCS, né l'UST, né il Rapporto Clusit classificano le vittime per dimensione aziendale. Lo studio svizzero sulle PMI del 2025 dice che il 4% delle PMI dichiara di aver subito un ciberattacco. Chi cita una percentuale di attacchi alle PMI dovrebbe indicare la fonte.

E nel 2026?

Le stesse minacce continuano, con nuove varianti. Le trovi spiegate negli articoli recenti del blog: il falso rimborso dell’hotel e le false multe via SMS, la truffa del CEO con la voce clonata, le truffe negli investimenti online, i negozi online che sembrano svizzeri e, per le aziende, la guida al ransomware.

Molti dei casi raccontati qui sono passati da una richiesta di pagare in fretta o da una porta lasciata aperta: per questo le difese semplici servono ancora. Un passo da fare questa settimana è la prova di ripristino del backup: secondo lo studio sulle PMI, quasi quattro aziende su dieci non la fanno.