«È solo un bonifico. Lo ricevo, tengo il dieci per cento e giro il resto. Che male c’è?» Il male è che quei soldi sono di qualcun altro. Di solito di una persona truffata pochi giorni prima, che ha pagato un televisore mai arrivato o ha dato i dati della carta a un sito falso. E il tuo nome è l’unico che la polizia trova sulla strada.

Cos’è un money mule, in parole semplici?

È una persona che riceve sul proprio conto soldi di altri e li sposta altrove, in cambio di una commissione. Così li definisce Europol nella sua campagna #DontBeAMule. I soldi vengono quasi sempre da truffe online, e chi li gira serve a una cosa sola: far perdere le tracce.

Europol, campagna EMMA: Money muling (volantino in inglese, PDF)

La Polizia di Stato aggiunge un dettaglio importante: il mulo non presta solo il conto, a volte presta la propria identità, aprendo conti correnti, carte di credito e altri strumenti di pagamento a suo nome. Poi i soldi ripartono verso altri conti o vengono convertiti in criptovalute, così seguirli diventa ancora più difficile.

Polizia di Stato, operazione EMMA 9 contro i muli del cybercrime

Non è un fenomeno raro. Nell’ultima operazione europea di cui la Polizia di Stato ha pubblicato i numeri, con 28 Paesi fra cui Svizzera e Italia, sono stati individuati 10 759 muli e 474 organizzatori, con 1 013 arresti. Solo in Italia, 879 muli.

Come ti chiedono di farlo? Le offerte più comuni

Quasi sempre come un lavoro facile, ben pagato, che si fa dal telefono. La Prevenzione Svizzera della Criminalità descrive annunci su internet, sui social, sui giornali o su siti che copiano aziende vere, con provvigioni alte per poco sforzo e nessuna qualifica richiesta.

Le versioni che girano di più:

  • «Ti pago per ricevere un bonifico»: arriva una somma sul tuo conto, tu la prelevi o la giri a un altro conto, spesso all’estero, e tieni una parte.
  • Il «collaboratore da remoto» o il «tester di prodotti»: la polizia cantonale di Zurigo, nel dicembre 2025, ha descritto offerte così. Dopo una breve candidatura in chat ti chiedono documento, dati bancari, ti mandano un contratto che sembra serio e ti chiedono di aprire conti nuovi o portafogli di criptovalute per far passare i pagamenti.
  • Il conto o la carta «in prestito»: un amico, un conoscente o uno sconosciuto ti chiede di usare il tuo conto «solo per un pagamento», o di dargli la carta e il PIN in cambio di soldi.
  • Le criptovalute: ti chiedono di cambiare i soldi ricevuti in bitcoin e mandarli a un indirizzo. La Prevenzione Svizzera della Criminalità scrive che succede sempre più spesso.
  • Il prestito che non arriva: chi cerca un credito lascia i suoi dati, e i criminali usano il suo conto per far passare soldi senza che se ne accorga.
  • L’amore a distanza: nelle truffe sentimentali la vittima viene convinta a girare soldi sul conto di altri. Lo abbiamo raccontato in il finto Brad Pitt e le truffe sentimentali.
Prevenzione Svizzera della Criminalità, riciclaggio di denaro: money mules Polizia cantonale di Zurigo, Cybercrimepolice.ch: dal lavoro da sogno alla complicità involontaria (in tedesco)

La Banca d’Italia aggiunge due segnali: il contatto arriva con un messaggio, una e-mail o perfino una finestra pubblicitaria durante una ricerca, e a volte ti offrono un compenso extra se porti altri amici a fare lo stesso.

Perché cercano proprio i ragazzi?

Perché hai un conto pulito, poca esperienza con i soldi e voglia di guadagnare. Europol lo scrive chiaro: le persone più prese di mira hanno meno di 35 anni, minorenni compresi, sono studenti, disoccupati, persone in difficoltà economica o arrivate da poco in un nuovo Paese.

Nel 2019 fedpol, a RSI, descriveva lo stesso profilo: spesso disoccupati, studenti o persone in difficoltà, reclutati online con offerte ben pagate, che spesso non si rendono conto di cosa stanno facendo. E la polizia cantonale ticinese diceva di avere alcune segnalazioni al vaglio, con un fenomeno «leggermente in crescita».

RSI, chi sono i «muli del denaro»

Nell’aprile 2026 Europol è tornata sul tema nel suo rapporto annuale sul crimine online: le criptovalute sono sempre più popolari fra minorenni e giovani adulti, che possono finire nel riciclaggio senza saperlo.

Commissione europea, Europol ha pubblicato il rapporto sulle tendenze del crimine online (in inglese)

Cosa rischio se presto il conto, anche se non sapevo?

Un’indagine per riciclaggio, il conto bloccato e, nei casi peggiori, il carcere. Il fatto che tu non sapessi da dove venivano i soldi non ti mette automaticamente al sicuro.

In Svizzera, il Codice penale svizzero punisce per riciclaggio chi compie un atto che può impedire di scoprire l’origine di soldi provenienti da un crimine, sapendo o dovendo presumere da dove vengono. «Dovendo presumere» vuol dire: se un estraneo ti paga per far passare soldi sul tuo conto, la legge si aspetta che tu capisca che qualcosa non va. La pena va fino a tre anni di detenzione o a una pena pecuniaria, di più nei casi gravi.

Codice penale svizzero, riciclaggio di denaro (Fedlex)

La Prevenzione Svizzera della Criminalità lo dice senza giri di parole: chi fa da agente finanziario, anche senza aver partecipato alla truffa, commette riciclaggio perché aiuta a nascondere la provenienza dei soldi. Quando la polizia trova un’inserzione di questo tipo apre un’indagine per riciclaggio. E la polizia di Zurigo scrive che anche girare soldi senza saperlo può essere punibile.

In Italia, il codice penale punisce per riciclaggio chi trasferisce denaro che viene da un delitto in modo da ostacolare l’identificazione della sua provenienza. La pena prevista è la reclusione da quattro a dodici anni e una multa, ridotta quando il reato da cui vengono i soldi è meno grave. La Polizia Postale definisce il money muling un grave reato.

Codice penale italiano, riciclaggio (Normattiva) Polizia Postale, operazione antiriciclaggio

E poi ci sono le conseguenze che nessuno ti racconta nell’annuncio. La Banca d’Italia le elenca:

  • il conto può essere bloccato, e potresti non riuscire più ad aprirne uno nuovo;
  • potresti non ottenere più una carta di credito o un finanziamento;
  • chi prova a tirarsi indietro può ricevere minacce o violenze da chi l’ha reclutato.
Banca d'Italia, Economia per tutti: non diventare un mulo!

Il nostro consiglio: la domanda da farti è una sola. Perché qualcuno che non conosci dovrebbe pagarti per usare il tuo conto, invece di usare il suo? La risposta è sempre la stessa: perché il suo conto lo troverebbero.

Come riconosco l’offerta prima di accettare?

Se il lavoro consiste nel far passare soldi sul tuo conto, non è un lavoro. Europol elenca i segnali tipici:

  • ti contattano loro, senza che tu abbia chiesto niente, e promettono soldi facili;
  • cercano «agenti locali» per un’azienda estera;
  • il messaggio ha errori di grammatica, l’indirizzo è di un servizio gratuito che non c’entra con il nome dell’azienda;
  • non chiedono studi né esperienza;
  • tutto si fa online, senza mai incontrare nessuno;
  • il lavoro prevede sempre di usare il tuo conto per spostare soldi.

Aggiungi quelli della polizia di Zurigo: condizioni troppo belle per essere vere, un «portale» dove vedi guadagni che crescono ma non puoi incassare, incarichi «premium» da sbloccare pagando, e la fretta. Chi ti mette sotto pressione o ti intimidisce non è un datore di lavoro.

Un lavoro vero non ti chiede di aprire conti, prestare la carta, comprare criptovalute o pagare per lavorare. Se vuoi vedere l’altra faccia del finto annuncio, quella che ti fa installare un programma, leggi il finto annuncio di lavoro con il programma da scaricare. E se ti promettono guadagni con le criptovalute su una piattaforma, il meccanismo è in truffe negli investimenti online.

Ci sono già dentro: cosa faccio adesso?

Fermati subito e dillo alla banca e alla polizia. È il consiglio di Europol, della Prevenzione Svizzera della Criminalità e della polizia di Zurigo. Più aspetti, più trasferimenti passano a tuo nome.

  1. Smetti di trasferire. Non girare più niente, nemmeno «l’ultimo bonifico» che ti chiedono di chiudere. Non prelevare i soldi che sono ancora sul conto.
  2. Chiama la tua banca al numero che trovi sulla carta o nell’app. Spiega cosa è successo e fai bloccare conti e carte coinvolti. La polizia ticinese consigliava già nel 2019 di chiedere alla banca di rimandare i soldi sospetti al mittente.
  3. Conserva tutto: annuncio, chat, e-mail, contratto, nomi dei profili, ricevute dei bonifici. Non cancellare niente, nemmeno per vergogna. Servono a chi indaga e servono a te, per mostrare come sei stato agganciato.
  4. Cambia le password che hai dato o usato durante la «candidatura», a cominciare da quella della banca e dell’e-mail.
  5. Vai alla polizia. In Svizzera la polizia di Zurigo consiglia di telefonare prima alla polizia cantonale e poi presentarsi per la denuncia; la stazione più vicina la trovi su Suisse ePolice. In Italia puoi rivolgerti alla Polizia Postale. La Prevenzione Svizzera della Criminalità scrive che anche chi ha già fatto da mulo dovrebbe denunciare.
  6. Se ti minacciano perché vuoi smettere, non trattare da solo: dillo alla polizia e mostra i messaggi.
  7. Se l’hai fatto perché avevi bisogno di soldi, la polizia di Zurigo consiglia un servizio ufficiale di consulenza per i debiti. Uno sconosciuto che ti «aiuta» con il tuo conto non è un aiuto.
laRegione, avviso della Polizia cantonale ticinese sui money mule

Il nostro consiglio: non cercare di sistemare tutto da solo restituendo i soldi a chi te li ha mandati o al «capo». Non sai di chi sono davvero, e ogni nuovo trasferimento è un altro passaggio a tuo nome. Lascia decidere alla banca e alla polizia.

Hai meno di 18 anni, o semplicemente non sai come dirlo a casa? Il 147 di Pro Juventute risponde gratis, 24 ore su 24, anche su WhatsApp. In Italia c’è la linea 1.96.96 di Telefono Azzurro.

Pro Juventute, 147: consulenza per bambini e giovani Telefono Azzurro, linea di ascolto 1.96.96

E se mi chiama «la banca» o «la polizia» per i soldi sul mio conto?

Riaggancia e richiama tu, al numero che conosci. Quando hai paura per il tuo conto sei il bersaglio perfetto per un’altra truffa: il finto operatore o il finto agente che ti chiede di spostare i soldi «al sicuro» o di installare un’app. Il nostro consiglio: nessuna banca e nessuna polizia vera ti fa spostare soldi per telefono. Come riconoscere la chiamata lo spieghiamo in mi ha chiamato la banca: è una truffa?.

Per i genitori: come parlarne senza fare una predica?

Spiega il meccanismo prima che arrivi l’offerta, e fai capire che se è già successo è meglio dirlo subito. La Prevenzione Svizzera della Criminalità consiglia proprio di informare familiari e conoscenti del fenomeno: chi l’ha sentito raccontare una volta riconosce l’annuncio.

Il nostro consiglio, in tre cose concrete:

  • Una regola semplice: il conto e la carta non si prestano, a nessuno, nemmeno a un amico, nemmeno per un pagamento solo.
  • Una domanda ogni tanto: «Ti hanno mai offerto soldi per qualcosa sul conto?». Detta senza tono da interrogatorio, apre la porta.
  • Gli estratti conto: se tuo figlio è minorenne e il conto è collegato al tuo, un bonifico in entrata da uno sconosciuto seguito da un’uscita il giorno dopo è il segnale da non ignorare.

Se succede, la reazione che aiuta è la stessa che chiediamo per i ricatti online: prima si ferma il danno, poi si parla di come è andata. Un ragazzo che ha paura della punizione continua a girare bonifici pur di non dirlo.

Domande frequenti

Mi pagano per ricevere un bonifico e girarlo: è legale se tengo solo una percentuale?

No. È il modo classico in cui i criminali riciclano i soldi delle truffe online, e la percentuale che tieni è il tuo compenso da money mule. In Svizzera il codice penale punisce per riciclaggio anche chi doveva presumere che i soldi fossero sporchi. In Italia la Polizia Postale lo definisce un grave reato. Rifiuta e segnala l'annuncio alla polizia.

Un amico mi chiede di usare il mio conto per un pagamento: posso dire di sì?

Meglio di no. Europol consiglia di non dare il tuo conto a nessuno che tu non conosca e di cui non ti fidi davvero, e la Prevenzione Svizzera della Criminalità di non metterlo mai a disposizione di terzi. Se i soldi che passano vengono da una truffa, il nome sul conto è il tuo. Un amico che ha bisogno può aprire un conto suo.

Ho fatto da money mule senza saperlo: mi arrestano?

Nessuno può dirtelo in anticipo: dipende da cosa hai fatto e da cosa potevi capire. Quello che conta è fermarti subito, non toccare i soldi rimasti, avvisare la banca e andare alla polizia con annuncio, chat e ricevute. La Prevenzione Svizzera della Criminalità scrive che anche chi ha già fatto da mulo dovrebbe denunciare. Aspettare peggiora solo le cose.

Mi chiedono di aprire un portafoglio di criptovalute per lavoro: è una truffa?

Se il lavoro è ricevere soldi, cambiarli in criptovalute e mandarli a un indirizzo, sì. La polizia di Zurigo descrive offerte di lavoro da remoto che chiedono proprio di aprire nuovi conti o portafogli cripto per far passare pagamenti. Europol avverte che minorenni e giovani adulti possono finire così nel riciclaggio senza saperlo. Un datore vero ti paga, non ti fa spostare soldi.

Ogni bonifico che passa sul tuo conto è un’altra riga con il tuo nome. Per questo il momento giusto per fermarti, o per non cominciare, è adesso, non dopo «l’ultimo giro». Se l’offerta è arrivata a te, probabilmente è arrivata anche ai tuoi amici: mandagli questo articolo. Gli altri casi di soldi facili e lavoretti online sono nella pagina Per i giovani.